NEL CUORE DEL CIRQUE DU SOLEIL

26 Agosto 2022 - Recensioni Estero -

(insegna della vecchia sede del Cirque du Soleil nel quartiere di Old Montreal)

Abbiamo avuto l’opportunità di visitare nuovamente l’head quartier del Cirque du Soleil a Montreal grazie alla disponibilità di Pavel Kotov, senior casting director della compagnia, molto conosciuto in Europa per le numerose partecipazioni ai festival si settore, quasi sempre in giuria.

Molto tempo è passato dal 2010 quando avevamo avuto accesso al cuore pulsante della compagnia nord americana in occasione di una tavola rotonda sulle diverse espressioni del circo (tra i relatori ricordiamo il nostro Antonio Giarola) ma l’effetto che fa passeggiare tra i meandri degli edifici siti all’8400 della 2nd Avenue è inalterato se non ancora più marcato. 

(insegna della sede del Cirque du Soleil)

La sede centrale – amministrativa e creativa – della compagnia non ha eguali nell’universo dell’enterteinment perché rappresenta un centro di produzione di spettacoli ed eventi (ricordiamo lo spettacolo speciale per Expo 2015 a Milano, ad esempio) completamente autosufficiente. Per fare un esempio, i costumi non solo vengono concepiti e realizzati all’interno degli atelier di Montreal ma gli stessi tessuti vengono creati da zero. Un ufficio postale è collocato all’interno della struttura e l’acqua necessaria alle attività viene dal riciclo, così come avviene per molti altri materiali.

(scultura donata da Rolf Knie al Cirque du Soleil)

A poca distanza sorge la Tohu-La Cité du Cirque nonché la sede dell’Ecole National di Cirque alla cui fondazione il Cirque du Soleil ha contribuito in modo determinante.

“Il sole sorge ancora” recita una scritta in cima all’edificio centrale del Cirque, quasi a rispondere alle notizie che avevano dato per fallito il gruppo che, in realtà, ha semplicemente operato una ristrutturazione societaria necessaria anche a causa dell’improvviso stop di ogni attività in occasione della pandemia. Attualmente, nella sola sede di Montreal lavorano 1750 persone cui vanno aggiunti tutti gli artisti e gli staff creativi presso le diverse produzioni.

1 Francesco Mocellin con Pavel Kotov in occasione della visita al CdS

(Francesco Mocellin e Pavel Kotov)

Fino al 14 agosto lo spettacolo “Kooza” ha agito in città, con lo chapiteau allestito nella consueta fantastica location dell’Old Port. In tredici settimane di rappresentazioni è stato battuto il record di 270.000 biglietti venduti. Non dimentichiamo, tra l’altro, che si tratta di una produzione del 2007 già presentata al debutto in città, come sempre avviene. 

(trofei e riconoscimenti)

Difficile non restare impressionati anche pensando che tutto era cominciato nel 1984 a Baie-Saint-Paul – 350 chilometri a Est di Montreal - con un gruppo di artisti di strada guidati da Guy Laliberté e Giles St. Croix. 

11 Targhe uffici fondatore e presidente CdS

(le targhe degli uffici del fondatore, del presidente e vicepresidente del Cirque du Soleil. Guy Laliberté ha mantenuto un ufficio all’interno dei quartieri) 

(alcuni costumi)

(i calchi di gesso degli artisti. Qualunque artista ingaggiato dalla compagnia deve lasciare un calco di gesso per la realizzazione dei copricapi) 

(palestra e centro di fisioterapia) 

(dipartimento produzione tessuti) 

(un particolare dell’interno con la ruota della morte della prima edizione di Kooza) 

(la Tohu e l'Ecole du Cirque) 

                                (l'angolo etnico) 

14 CdS Old Port

(il Cirque du Soleil, con "Kooza", al Vecchio Porto di Montreal) 

15 FM Kooza 

Francesco Mocellin

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