MONTE-CARLO 2025, CONSIDERAZIONI POSTUME
*La 47a edizione del Festival di Monte-Carlo si è chiusa con un palmarès che ha dato luogo a ben pochi mugugni e rimostranze tra artisti interessati, addetti ai lavori, circofili, come raramente accade in simili competizioni. Ineccepibili, soprattutto, i tre ori assegnati all’innovativo e tecnicamente notevole numero della Troupe Acrobatica Nazionale Cinese con l’acrobatica sulle biciclette presentato quasi alla maniera di un moderno jockey; alla fantastica performance al trapezio volante dei Flying Caballeros (della quale ci piace ricordare soprattutto il quadruplo con tripla piroetta al ritorno di Ruben) e alla potentissima e adrenalinica presentazione di prodezze dei djighiti Galkynysh del Turkmenistan (il numero preferito di chi scrive, già vincitori a Latina 2015).
*Il Clown d’Argento attribuito - giustamente – ai sette “Scandinavian Boards” per le acrobazie alla “plancia coreana” rappresenta la plastica dimostrazione di come il c.d. circo contemporaneo abbia comunque bisogno di qualità tecniche e severa formazione professionale per giustificarsi. Troppe volte dobbiamo sorbirci numeri e spettacoli paludatissimi e scadenti, appesantiti dalla drammaturgia e dalla voglia di “dire” anziché di coltivare il virtuosismo ed il bel gesto. Fortunatamente non era il caso dei giovani scandinavi.
*Stiamo ancora riflettendo sul successo apparente dei due clown cileni Pastelito padre e figlio. Parliamo di successo apparente perché il pubblico presente è stato continuamente sollecitato agli applausi e a una partecipazione sguaiatamente forzata dagli stessi interessati. Ma quello che sconcerta è il repertorio di gag stantie e francamente pedestri, diluite in apparizioni sempre troppo lunghe e pesanti. Il “Clown d’Argento” attribuito dalla giuria si può giustificare esclusivamente in ragione dell’indiscutibile energia profusa e, forse, dell’eco dell’enorme successo che riscuotono in patria.
*Non ci sono dubbi che a Monte-Carlo, come altrove, si senta la mancanza del contributo del circo russo, della sua vitalità creativa, del suo contributo in termini qualitativi e quantitativi. Speriamo di vedere nuovamente all’opera sulla pista monegasca gli artisti di quel paese così significativo per l’arte circense.
FRANCESCO MOCELLIN


