MEMORIAL NANDO ORFEI, LA FESTA DEL GIOVANE CIRCO
A distanza di qualche settimana ci piace ricordare alcuni elementi caratterizzanti la seconda edizione dell’evento voluto da Paride Orfei, dalla sua famiglia al completo e dal suo staff, evento giustamente chiamato “Memorial” per la sua natura di omaggio in senso ampio alla figura di Nando Orfei.
Una festa
Condividiamo senz’altro la scelta di strutturare la manifestazione come una festa piuttosto che come un vero e proprio festival competitivo anche se al termine sono stati assegnati dei riconoscimenti ai giovani artisti. Possiamo testimoniare di come il clima festoso abbia permeato la “due giorni” di Peschiera Borromeo.
In questa fase della storia l’universo circense è costellato da una pletora di competizioni più o meno tali – fenomeno che meriterebbe un’analisi approfondita sul quale vorremmo tornare – e un’ulteriore kermesse avrebbe rischiato di aggiungersi semplicemente alla lista. Oggi gli eventi promozionali dell’arte circense devono coltivare un’identità precisa per avere un significato, per non limitarsi a riprodurre l’impostazione classica del festival competitivo nata col Festival di Monte-Carlo oltre cinquant’anni fa.
Non si può tacere, poi, la circostanza che ha visto il pieno e significativo appoggio dell’amministrazione comunale di Peschiera Borromeo alla manifestazione, appoggio che viene da lontano se pensiamo alla lunga storia di vicinanza alla scuola del “Piccolo Circo dei Sogni” di Paride e Sneja.
Una vetrina
Come dicevamo, il Memorial non ha avuto la pretesa di paludarsi a vero e proprio festival ma, piuttosto, si è proposto come una sorta di vetrina, una specie di boutique di vicinato rispetto ad uno store di lusso, per rimanere nell’ambito della metafora commerciale, con una particolare attenzione per i giovani artisti italiani. La provenienza di questi poi è stata equamente ripartita tra scuole di formazione classica, quelle di impostazione contemporanea e quelli di famiglia circense. Questo fattore ha permesso agli osservatori di farsi un’idea sufficientemente precisa delle tendenze in atto soprattutto nel panorama nazionale.
Il Memorial 2025 si è connotato pure per una particolare attenzione agli eventi collaterali il cui programma è stato decisamente succulento. Si è andati dalla presentazione ufficiale alla presenza di Sindaco ed Assessore alla Cultura alla messa in suffragio di Nando Orfei; dall’inaugurazione del Bosco Urbano a lui intitolato al convegno che ha visto gli interventi del Prof. Alessandro Serena che ha celebrato la figura di Moira a dieci anni dalla scomparsa, di Raffaele De Ritis che ha tratteggiato le diverse intuizioni di Nando anche sul piano della comunicazione, del celeberrimo Dr. Alain Frère, del Presidente della Commissione Ministeriale Circhi e Spettacolo Viaggiante Gianluca Cavedo e di Ambra Orfei. Inoltre, una mostra di pittura e disegni curata da Gioia è stata allestita in un centro commerciale per una decina di giorni e culminata con una premiazione in pista.
Ma ci piace sottolineare particolarmente l’iniziativa pensata dall’Amico Roberto Bianchin e realizzata in sinergia col “Club Amici del Circo” di istituire un “Premio Flavio Michi” per la diffusione della cultura delle arti circensi quest’anno andato proprio ad Alessandro Serena per l’impegno costante nella divulgazione della materia anche in ambito universitario.
Particolare
Una particolarità di grande rilievo per chi scrive ha caratterizzato il Memorial, ovvero la presenza nello staff – sin dalla fondazione – di Roberto Bianchin che da vero Amico del Circo è un’autentica fucina di idee. Oltre alla conduzione del convegno di cui sopra, il “nostro” è stato pure il gran cerimoniere degli spettacoli del Memorial nei panni di Bob White. Non possiamo dimenticare che si deve a Bianchin anche la fortunata iniziativa del “Circo Teatro Gerolamo” che da qualche anno, sempre in combinazione con Paride e Sneja, ha (ri)portato le arti circensi a una dimensione quasi dimenticata, cioè in un delizioso teatro nel cuore di Milano, a pochi passi dal Duomo.




