Il Papa e il circo: quando la misericordia si fece spettacolo
Con profonda tristezza salutiamo oggi Papa Francesco, uomo di pace e di ascolto, che ha saputo parlare al cuore di tutti. E proprio al cuore seppe parlare anche a chi, come gli artisti del circo, vive spesso ai margini, sempre in movimento, ma portatore di una bellezza rara e luminosa.
Come dimenticare quel 16 giugno 2016, quando il Santo Padre accolse in Vaticano oltre 7.000 tra circensi, giostrai, lunaparkisti, artisti di strada, madonnari e musicisti per il Giubileo dello Spettacolo Viaggiante? Un’udienza speciale, accompagnata da uno spettacolo ricco di emozione e stupore, che vide alternarsi sul palco acrobati del Kenya, burattinai napoletani, musicisti, ballerini e persino un tigrotto e una pantera. Papa Francesco non si limitò a osservare: partecipò, si emozionò, accarezzò, sorrise.
Commentando la musica di Nino Rota e il film La Strada di Fellini, disse: «Forse non lo sapete, ma seminate semi che fanno bene a tanta gente».
Fu un momento intenso, vero. Il Papa riconobbe negli artisti viaggianti degli “artigiani della festa e della meraviglia”, capaci di toccare il cuore della gente con esibizioni che elevano l’anima. Disse che anche questa è misericordia: seminare bellezza e allegria in un mondo spesso cupo.
E in quell’aula, tra applausi e sorrisi, il circo non fu spettacolo: fu Vangelo vissuto, incarnazione gioiosa dell’incontro.
Oggi, da amici del circo, vogliamo dire grazie a Papa Francesco. Per quella carezza a un tigrotto che fece il giro del mondo. Per quel discorso che fece sentire vista e accolta un’intera categoria. E per aver ricordato a tutti noi che dietro ogni tenda, dietro ogni roulotte, dietro ogni giocoliere, c’è una storia umana capace di parlare di Dio.
Buon viaggio, Santo Padre. Continueremo a seminare bellezza anche per te.
Un video dell'Udienza del 16 giugno 2016
Il discorso di Papa Francesco ai partecipanti al Giubileo dello Spettacolo Viaggiante, Aula Paolo VI 16 giugno 2016
Gino Rossi



