IL MAGO E L’OCCIDENTE – Benvenuti nel mondo libero
di Francesco Mocellin
Il fatto è noto: l’illusionista Sergii Stupakov (lettone, anche se da qualche parte viene annunciato come ucraino, circostanza che evidentamente sembra essere diventata una sorta di titolo di merito ex se) è stato rimosso dal programma del “Weltweihnachtscircus” in corso a Stuttgart a cagione delle proteste di matrice animalista circa presunti maltrattamenti ai danni delle colombe e dei pappagalli che fanno parte del numero. A nulla sono servite le attestazioni positive del servizio veterinario locale: il torrente di fango social è proseguito e la direzione del celebre circo di Natale ha scelto di rinunciare alle prestazioni dell’elegante mago già visto a Latina nel 2021.Le modalità operative dei gruppi di “attivisti” (si noti che il titolo di attivisti viene attribuito solo a chi si attiva della parte “giusta”, solo ai “buoni” e gli animalisti lo sono per definizione) sono sempre le solite: un numero più o meno ristretto di soggetti si munisce di un numero moltiplicato alla “enne” di account et similia con ciò amplificando la possibile pressione solitamente contro qualcosa o qualcuno col fine di scatenare indignazione, naturalmente con le migliori intenzioni.
Nel caso di specie, siamo nel campo dell’enterteinment che non può certo essere associato a contesti e situazioni sgradevoli o di disagio come quelli determinati dagli attacchi degli animalisti che ovviamente allontanano il pubblico. Non si è visto mai nessuno farsi convincere dalle manifestazioni anti-circo davanti alle biglietterie, ad esempio. Per contro, si contano numerosi gli spettatori che hanno iniziato ad associare l’idea del circo tradizionale al fastidio delle polemiche sull’utilizzo degli animali scegliendo di rinunciare a recarsi agli spettacoli. Agli attivisti non interessa far cambiare idea in modo diretto all’opinione pubblica ma piuttosto forzarne il comportamento per vie indirette, come abbiamo visto. Tornando al caso delle colombe del mago comprendiamo benissimo la scelta della Stardust International B.V. che non gestisce certo un ente di beneficienza e non si può pretendere che scenda in campo per difendere un principio.Non vogliamo neppure elencare i numerosi argomenti a contrasto dell’insensata campagna di odio dei militanti antispecisti (sig…), né rimarcare i concetti di dittatura delle minoranze, di politicamente corretto e cancel culture applicata al rapporto uomo/animale e altro. Non ci interessa farlo perché sarebbe assolutamente inutile. Il caso del mago è solo un’oncia della melassa animalista che viene portata in tavola col menù che l’Occidente serve ogni giorno, un menù basato sull’azzeramento del pensiero critico. Ormai la nostra cultura è precipitata in una sorta di buco nero che risucchia tutti. E chi prova a uscirne cantando appena un po’ in maniera dissonante rispetto al coro paga il prezzo dell’esclusione come abbiamo visto in questi tempi foschi in tema di vicende internazionali. Ovviamente, tutto questo in nome della “democrazia liberale” (quando sento questa allocuzione faccio gli scongiuri, ormai). Mai come oggi il c.d. Occidente sembra aver perso ogni contatto coi principi che ne avevano fondato la civiltà. E nel contempo coltiva un immotivato atteggiamento di superiorità morale cullando l’idea che il nostro sia il migliore dei mondi possibili cui tutti debbono tendere come stazione d’arrivo.Il povero mago delle colombe è solo l’ultima vittima del “mondo libero”: avanti il prossimo.
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PS: per chi fosse interessato ad un altro esempio di repressione a fin di bene in tema di animalirimando al caso dei serpenti del Moulin Rouge( https://www.amicidelcirco.it/it/215-notizie/notizie-estero/3832-i-serpenti-di-parigi.html )


