Il Circo Medrano e la sfida vinta di Firenze: artisti, qualità e una visione che guarda lontano
di Gino Rossi
Il ritorno del Circo Medrano a Firenze, ospitato al Nelson Mandela Forum durante le festività 2025–2026, ha confermato come la storica insegna sappia ancora oggi parlare al pubblico con un linguaggio moderno, curato e di alto profilo artistico. “Il più grande spettacolo del mondo” non è stato soltanto un titolo evocativo, ma una dichiarazione programmatica che ha trovato piena realizzazione in pista.
La Famiglia Casartelli ha costruito uno show compatto e ben ritmato, puntando su un cast internazionale di assoluto livello. L’apertura è affidata alla comicità collaudata di Stiv e Rony Bello, affiancati da Otto Simili, che con un intermezzo brillante introducono il pubblico nel clima dello spettacolo. Un avvio leggero ma funzionale, che prepara la scena al primo grande quadro corale.
A dare subito un’impronta visiva forte sono i Bingo Circo Teatro, presenza ormai centrale nelle produzioni dei Casartelli, con un elegante insieme di danza, cerchio aereo e verticali che definisce lo stile dello show: dinamico, moderno e visivamente raffinato. L’energia cresce con le acrobazie su BMX della Troupe Ordonez, che portano in pista velocità, precisione e un respiro decisamente contemporaneo.
La giocoleria di Sean Lima Casartelli, tra clave e cappelli, rappresenta uno dei momenti di maggiore eleganza tecnica, mentre il Trapezio Washington di Nicholas Errani conquista il pubblico con un numero di grande intensità e controllo, tra i più applauditi dell’intero spettacolo. La comicità torna a fare da filo conduttore con una riuscita parodia del mondo della magia, dimostrando come l’umorismo sia utilizzato con intelligenza e mai come semplice riempitivo.
Uno dei momenti chiave arriva con il ritorno in pista dei Bingo Circo Teatro, protagonisti di un festoso quadro alle cinghie aeree che introduce, senza soluzione di continuità, il Globo della Morte. La scelta registica di integrare l’ingresso della struttura nello spettacolo, senza coperture comiche, crea un’attesa carica di adrenalina. Il numero, eseguito da cinque motociclisti, culmina con la spettacolare separazione in due della sfera, chiudendo la prima parte dello show con un forte impatto emotivo.
La seconda parte si apre con le grandi illusioni di Sean Lima Casartelli, ancora una volta affiancato dai Bingo Circo Teatro, riportando lo stupore al centro della pista. Segue uno dei momenti più eleganti dell’intero programma: il passo a due acrobatico di Chanway e Lin, artisti provenienti dalla Troupe Acrobatica di Pechino, che uniscono forza, grazia e perfetta sintonia.
Il pubblico torna protagonista grazie a una brillante ripresa comica che coinvolge l’intero palazzetto, prima di lasciare spazio al Duo Ferradas, interpreti di un numero di pattinaggio acrobatico fluido e spettacolare. Presentati ironicamente come “gli acrobati del ’900”, Rony e Stiv Bello tornano in pista con una sequenza di acrobazie giocate sull’autoironia, culminando in una gag finale che strappa risate e applausi.
Dall’Estremo Oriente arriva poi la Troupe Haribo, direttamente dal Giappone, con un travolgente numero di salti alle corde, perfettamente musicato e capace di trascinare emotivamente tutto il pubblico. Il finale è affidato al giovanissimo talento ucraino Dimitro Onyshchenko, che a soli otto anni presenta un delicato ed efficace numero alle cinghie aeree combinato con la giocoleria, chiudendo lo spettacolo con un messaggio di fiducia nel futuro del circo.
Il Medrano lascia Firenze con uno spettacolo solido, ben costruito e artisticamente ambizioso. Una proposta che va oltre l’evento natalizio e che rivela una precisa strategia: fidelizzare il pubblico fiorentino attraverso la qualità. L’accoglienza calorosa del Mandela Forum suggerisce che l’obiettivo sia stato centrato. E mentre cala il sipario, Firenze sembra già guardare al prossimo anno, in attesa del ritorno della Famiglia Casartelli con un nuovo ed entusiasmante show.
foto di Geronimo Vercillo















