GIRONA, IL FESTIVAL DEGLI INEDITI
Il “Festival Internacional del Circ Elefant d’Or” di Girona è una manifestazione che, nella sempre più vasta galassia delle competizioni circensi (più o meno autentiche tant’è che molte sono dei galà paludati a festival), vanta una precisa identità e l’edizione 2025 appena conclusa ha confermato pienamente questo fattore.
Come noto, Genis Matabosch e Joan Mompart, hanno fondato la loro competizione sulla primaria caratteristica che prevede la partecipazione di attrazioni inedite per l’Europa Occidentale e ogni anno riescono a tenere fede a questo non agevole obiettivo. Altro elemento caratterizzante è l’attenzione riservata sin dagli esordi al mercato sudamericano, un tempo trascurato e oggi assai fiorente. Inoltre, il festival catalano non ha mai chiuso la porta agli artisti russi che quest’anno hanno rinforzato numerosi il cast dei numeri in gara: si tratta di una scelta che ci sentiamo di condividere pienamente perché ogni forma di boicottaggio al circo non ha ragione di esistere.
La tredicesima edizione conclusasi il 24 febbraio scorso sarà ricordata, tra l’altro, per la partecipazione di ben cinque numeri di cinghie aeree sui ventiquattro complessivi. Si tratta di un record, crediamo, che certifica una tendenza evidente del circo contemporaneo, ovvero la prevalenza di questa specialità insieme al verticalismo, al “mano a mano”, alla ruota Cyr e poco altro. Oggi gli artisti – la maggior parte dei quali si forma nelle varie scuole classiche o contemporanee – privilegiano le specialità che permettono loro di avere un mercato più ampio rispetto al circo puro, con l’utilizzo di attrezzi poco ingombranti e facili da trasportare. Niente di male (è il mercato, bellezza…) ma questo comporta un certo appiattimento nei programmi delle produzioni circensi stante la difficoltà (conseguente) di reperire grandi troupe acrobatiche e la progressiva diminuzione della presenza di animali.
Tornando all’ultima edizione del festival catalano la giuria, presieduta da Belinha Lorador Knie per il secondo anno consecutivo, ha assegnato i due ori allo straordinario trio di giovani cinesi della troupe di Suining per le piegate e gli equilibri con le ciotole (siamo certi che le rivedremo ancora nelle prossime competizioni in Europa – per loro anche il premio del pubblico) e al duo russo “On Exhale” per le evoluzioni alle cinghie aeree raffinate e di alto profilo tecnico. In entrambi i casi la decisione ci è parsa ineccepibile.
Tra gli altri premiati una menzione per il passo a due al monociclo dei canadesi Philippe & Marie-Lee capaci di notevoli exploit sotto il profilo delle difficoltà purtroppo accompagnati da musiche e costumi rozzi (forse una delle influenze dei sempre più numerosi talent che impongono stili di impatto immediato) mentre la giuria ha assegnato il proprio trofeo speciale ad un altro numero di cinghie, quello del duo russo-statunitense Desire, pure tecnicamente pregevole ma con una presentazione molto più indirizzata al mood del night club.
Nessuno tra i premi maggiori è andato alla troupe giapponese “Haribow” coi salti alle corde (che, peraltro, ha lavorato nel galà di chiusura), perfetto mix tra gli stili della street
art e dei talent show ma questo numero ha attirato l’attenzione sia del “Cirque du Soleil” che di “Ringling Bros. and Barnum & Bailey” cui i rispettivi esponenti della direzione del casting hanno entrambi attribuito i loro premi speciali: per gli “elettrici” saltatori nipponici immaginiamo un interessante futuro.
Il “Club Amici del Circo” , per contro, ha destinato il suo premio speciale all’adagio acrobatico dei giovani russi del duo “2gether”, ancora timidi ma pieni di grazia.



