GIRONA, FESTIVAL E NON SOLO!
La kermesse catalana ha aperto la strada verso la normalità
La particolarità del festival ideato e organizzato da Genis Matabosch è quella di aver saputo conquistare in pochi anni uno spazio tanto peculiare quanto di assoluta rilevanza nell’eterogeneo panorama delle competizioni circensi internazionali (nonostante l’assenza degli animali a cagione del divieto assoluto imposto dalle rigidissime norme della Catalogna). In soli dieci anni l’appuntamento è diventato quello che di fatto chiude la grande stagione dei festival in Europa.
Nell’ottobre del 2011 Matabosch fonda la “Circus Arts Foundation” che ha come scopo principale quello di promuovere le arti circensi nel territorio nazionale ma, soprattutto, di occuparsi dell’allestimento della competizione le cui prime sei edizioni si svolgono, in un crescendo qualitativo, a Figueres in diverse location e altrettanti allestimenti tutti di alto profilo.
Nel frattempo, la fondazione dà vita al “Gran Circ de Nadal de Girona” nel dicembre 2014 e David Larible si esibisce al Teatro Municipale El Jardì in concomitanza con l’edizione 2015 del festival. Nell’aprile di quell’anno, Matabosch – con Joan Mompart – inaugura un particolare chapiteau autoportante, senza alcun sostegno interno, intitolato a Charlie Rivel e poi ribattezzato “Cupula del Mar”e, infine, “Cupula de les Arts”.
Nel 2018, con la settima edizione del Festival la sede viene trasferita a quella attuale, ovvero nella città di Girona. La Fondazione diventa sempre più attiva dando vita a diversi eventi sia nell’ambito del teatro che delle performing art. Nel corso degli spettacoli di quell’anno per la Fiera di San Narciso – patrono della città catalana – il Duo Vitalys entra nel Guinness dei primati salendo i 97 gradini della Cattedrale di Girona in 52 secondi, sempre mantenendo l’equilibrio testa a testa.
In occasione dell’ottava edizione viene organizzato il “World Circus Market”, l’unica fiera dell’indotto circense: un’altra brillante intuizione di Matabosch e del suo staff.
Quella del febbraio 2020 è stata l’ultima edizione per così dire ordinaria della competizione che ha segnato il record di presenze nella breve storia del festival sia per numero di artisti invitati – 84 – sia per presenze di spettatori – 33.824. Ma non basta: il 18 dicembre del disgraziatissimo anno della pandemia viene inaugurata l’esposizione permanente “Circusland” nello splendido borgo di Prat de Sant Pere de Besalù: si tratta di un vero e proprio museo che presenta oltre seicento pezzi disposti su tre piani e dodici sale su millequattrocento metri quadrati. Ancora: nonostante le restrizioni Matabosch riesce ad organizzare ugualmente un’edizione del “Gran Circ de Nadal”.
Nel 2021 il Festival avrebbe dovuto festeggiare il decimo compleanno consolidando la tendenza che vuole la manifestazione essere caratterizzata dalla presenza in larga parte di numeri mai apparsi prima sulla scena europea. Purtroppo, il persistere dell’emergenza sanitaria ha impedito la realizzazione della manifestazione secondo i canoni ormai consolidati ma la caparbietà di Matabosch e del suo staff ha fatto sì che la competizione si svolgesse ugualmente lo scorso giugno anche se con modalità diverse: la location è stata quella del palasport di Fontajau e la partecipazione riservata ad artisti già affermati nel panorama internazionale quasi tutti provenienti dall’Europa o, comunque, attivi nel territorio continentale: tra i volti noti ricordiamo i “nostri” Jasters, i “Golden Dream” e Jimmy “Saylon” Gravagna. La vittoria finale è andata alla troupe di saltatori alle bascule condotta da Kevin Richter, figlio di Florian, la cui tecnica è apparsa notevolmente migliorata.
L’azzardo si è risolto favorevolmente e il livello complessivo si è rivelato notevole mentre l’atmosfera del festival si è potuta respirare anche grazie alla presenza di qualche operatore del settore e di circofili vari, su tutti il leggendario Dr. Frère e Cookie Varallo-Bataillard.
Per il palmarès vi rimandiamo a quanto apparso sul nostro sito ma ci preme qui sottolineare come la vera vittoria sia stata quella di Genis Matabosch che ha fortemente voluto non interrompere la fortunata sequenza del suo festival che ha più volte definito durante le sue presentazioni “il primo dell’era post-Covid” dedicandolo a tutte le altre manifestazioni che sono state cancellate dall’emergenza sanitaria.
FRANCESCO MOCELLIN





