GIRONA 2022, NON SOLO UNA COMPETIZIONE

8 Marzo 2022 - Recensioni Estero -

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(Antonio Giarola, il Dr. Alain Frère e Francesco Mocellin a "Circusland", di fronte ai alla sezione dedicata ai costumi della Maison Vicaire)

Il festival catalano ha celebrato il suo decimo anniversario

Ci eravamo lasciati nel giugno dello scorso anno con l’edizione speciale del “Festival Internacional del Circ Elefant d’Or” tenutasi al Pavello’ de Fontajau che ha visto coinvolti artisti conosciuti del panorama circense europeo e già passati da Girona in molti casi: si è trattato di una scommessa che Genis Matabosch ha vinto presentando quello che lui stesso ha definito il “primo festival post-Covid” nonostante le restrizioni ai viaggi ancora in vigore.

L’appuntamento con l’edizione dell’anniversario, la decima, era solo rinviato di pochi mesi e lo scorso febbraio l’evento si è puntualmente celebrato sotto la Gran Carpa del Camp de Mart, in linea con lo stile e la qualità degli scorsi festival e di fronte a un pubblico che ha affollato lo chapiteau nonostante la paura del virus non sia ancora passata del tutto.

Come noto, la competizione catalana si caratterizza per la presentazione di artisti ancora sconosciuti nel panorama dell’Europa Occidentale: nonostante l’assenza di numeri provenienti da Cina e Corea del Nord, Genis Matabosch – deus ex machina del festival – è riuscito ancora una volta nel suo intento proponendo due programmi completi con ventiquattro attrazioni inedite di indiscutibile qualità.

La Russia, come spesso accade nelle kermesse festivaliere, ha svolto un ruolo di primissimo piano presentando ben nove attrazioni, cinque delle quali hanno conquistato tutti i primi gradini del podio: i due “Elefant d’Or” (la statuetta-premio è ispirata a una delle opere del genio di Figueres, Salvador Dalì) sono andati ad altrettenti numeri aerei: uno ad “Anna”, presentato da Rosgoscirk e dal Royal Circus, un sostenuto aereo alle cinghie del duo Efremkin e Mizenina ispirato al capolavoro di Tolstoj “Anna Karenina” dal tono molto enfatico, basato su una grande tecnica e una notevole capacità interpretativa dei due protagonisti; mentre l’altro è stato assegnato a “Still loving you” del duo Sukhorukov, proveniente dal circo Nikulin, che si è cimentato con grande efficacia alla rete aerea sulle note di “Te vojo bene assaje”.

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I tre argenti sono stati distribuiti alla potente coreografia aerea “Coronation” (Rosgoscork-Royal Circus), a “Venice carnival” della troupe Grushin (una combinazione di giochi icariani, trampolino elastico e barre russe (ancora Rosgoscork-Royal Circus) e ai volanti bassi della troupe Eganian con “White flight” (Bolschoi), uno dei mix di tecnica e coreografia più riusciti del festival a nostro avviso. Per loro anche il premio della critica.

Un po’ penalizzata dal solo bronzo la “Troupe Zola New Generation” alle bascule che ha sciorinato una notevole routine, molto pulita e sostenuta da una coreografia tradizionale quanto incalzante.

Come sempre Matabosch riserva una grande attenzione al mercato sudamericano, in chiara espansione anche in termini di creatività. Ben sette le attrazioni provenienti da quell’area geografica: a noi sono piaciuti i cileni fratelli Reyes che hanno portato in pista una classicissima quanto brillante jonglerie di coppia mentre i messicani “Hermanos Latino” hanno presentato un’ottima performance di “mano a mano” ancora tutta da registrare sotto il profilo dell’espressività. Bronzo per entrambi questi numeri e per i “Latinos” anche un contratto col “Circ Historic Raluy” per la prossima stagione.

Abbiamo trovato un po’ deludenti i due giovani comici presenti al festival, il messicano Peter Campa e il cileno Pastelito junior, entrambi energetici ma dal repertorio troppo visto e pesante.

Il “Club Amici del Circo” ha attribuito il premio alla notevole orchestra parigina diretta da Pierre Pichaud, un vero atout aggiuntivo alla qualità del festival insieme al balletto del Royal Circus di Gia Eradze.

Nove i giurati chiamati ad esprimersi e tra loro gli amici Antonio Giarola e l’immarcescibile Dr. Alain Frère.

Genis (Genis Matabosh)

Tra i meriti di Genis Matabosch vi è anche quello di coltivare una grande passione per la documentazione e lo studio delle arti circensi ad alti livelli. Il 18 dicembre 2020 ha coronato gli sforzi di anni inaugurando “Circusland” (www.circusland.org), ovvero il Palazzo Internazionale del Circo a Besalù, un piacevole borgo medioevale a una trentina di chilometri da Girona. Si tratta di un vero e proprio gioiello museale allestito con grande sagacia su tre piani (ma un ulteriore ampliamento è già avviato) con sale dedicate alla storia del circo e alle diverse discipline, il tutto corredato da costumi di grandi artisti del passato e del presente (tra i quali ci piace ricordarne uno appartenuto a Moira Orfei oltre a un suo copricapo). Nella sezione archivio sono raccolte anche le riviste “Circo”. La visita a questo tempio del circo in compagnia di ospiti e giurati è stato uno dei momenti più emozionanti delle giornate festivaliere.

A questo punto non ci resta che augurarci che le vicende belliche di questi giorni non frenino, come già aveva fatto la pandemia, la libera circolazione dell’arte e degli artisti del circo.

Francesco Mocellin

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