DOPPIO KRONE A MONACO
di Francesco Mocellin
Krone è sempre stato speciale, forse il più particolare tra le insegne nobili del circo europeo e mondiale. Innanzitutto è uno storico circo itinerante sotto chapiteau dotato anche di un magnifico, frequentatissimo, iconico edificio collocato nel cuore di Monaco di Baviera riservato agli spettacoli circensi per quasi quattro mesi l’anno. Fino al 2020 tre diversi spettacoli vi si alternavano con cadenza mensile, con la particolarità che se la produzione di gennaio terminava col serale del 31 quella di febbraio debuttava magari già con il matinée del giorno successivo e così pure tra febbraio e marzo, senza soluzione di continuità grazie ad una nottata dedicata al cambio degli attrezzi e alle prove. Com’è facilmente comprensibile si tratta di una circostanza irripetibile e lo è ancor più pensando che nel dopoguerra il cambio degli spettacoli avveniva al ritmo delle “quindicine”.
Un’altra peculiarità si verifica quando il circo parte in tournée sotto chapiteau con una nuova produzione: le rappresentazioni allo stabile che terminano all’inizio di aprile e pochi giorni dopo sull’enorme spianata della Theresienwiese – dove si svolge anche l’Oktoberfest – prende il via il tour sotto tenda con un programma completamente diverso.
Quest’anno è capitato esattamente questo: il 6 aprile si è chiusa la stagione invernale molto positiva del Krone-Bau con lo show “Freestyle” e già il 10 è partita la tournée sotto il nuovo, sontuoso chapiteau prodotto da Canobbio in collaborazione con Anceschi di cui abbiamo già parlato su queste pagine.
La nuova produzione itinerante intitolata “Farbenspiel” (Gioco di colori) si basa su un programma solido, classico ma rivisitato in chiave attuale (si veda il programma completo pubblicato sul nostro sito lo scorso 5 aprile) con una qualificata presenza italiana, quella degli esperti quanto efficaci Willer Nicolodi, Fumagalli e Daris Huesca.
Sempre di qualità i numeri di casa: la fantasia di cavalli e cammelli nella prima parte sotto la guida di Jana Mandana Lacey-Krone che ritorna nella seconda per presentare l’alta scuola e la libertà (con un gruppo di cavalli ungheresi Nonius addestrati da Flavio Togni a suo tempo) in compagnia di una vecchia conoscenza come quella di Hans Ludwig Suppmeier, l’ottimo gruppo di cani presentati in modo brillante da Thomas Lacey. Ma l’idolo locale è sempre Martin Lacey jr. che si fa accompagnare in gabbia dal figlio Alexis non ancora diciassettenne al quale spetta il compito di aprire il numero con alcuni “spilli”.
Krone, come sempre, resta una garanzia!
(le foto sono di Roberta Giordano).






















