CRAZY CIRCUS, UN ATTO DI CORAGGIO

15 Dicembre 2025 - Aggiornamenti -

di Francesco Mocellin

IMG 20250917 WA0007Aprire un’impresa circense dal nulla è sempre stato un atto di coraggio per il sensibile grado di incertezza che tale attività incontra, per definizione, sul mercato essendo sottoposta necessariamente al “gusto” del pubblico. Ma dar vita ad un nuovo circo di questi tempi possiamo definirlo un vero e proprio gesto eroico.E’ così che ci sentiamo di definire l’impresa cui hanno dato vita Cristina Togni e i fratelli Joe e Karel Saly col loro “Crazy Circus” inaugurato a Voghera il 23 ottobre scorso dopo qualche complicazione relativa al reperimento delle “piazze”.L’idea era quella di allestire una produzione basata sulle discipline circensi, attualizzata e rivisitata con inserti di varietà e un tocco di “contemporaneità”: un foyer elegante, un palcoscenico in luogo della classica pista rotonda, un led-wall a fare da controporta e un comico francese – Jerome Tatin – come filo conduttore dell’intero spettacolo. Quest’ultimo, pur non privo di qualche spunto interessante, ci è parso un po’ sovradimensionato quanto a presenza ed apparizioni nel corso del dipanarsi dello show oltre che ad affidarsi principalmente alla comunicazione verbale.

Ben concepiti, invece, gli interventi delle tre danzatrici mentre i momenti forti della produzione si concretano nelle performance dei fratelli Saly: Karel si cimenta sui pattini con la partner Katia (che ha curato la coreografia dello spettacolo), Joe accompagna cantando dal vivo il contorsionismo della compagna Jesahel Pirlo ed insieme chiudono lo spettacolo col celebre numero di bolas col quale hanno calcato le piste e i palcoscenici di prestigiose produzioni internazionali. Cristina, da parte sua, è protagonista del ritorno del celebre numero degli “Elastonauti”, per diverse stagioni in scena all’ “American Circus”.Completano il programa il cerchio aereo della finlandese Kamila Berg in apertura, il mano a mano dei bulgari “Vox fortis” e la ruota Cyr della giovanissima Jordan.In occasione del finale viene lanciato un messaggio che invita – direi opportunamente – a riflettere sull’abuso dell’utilizzo degli smartphone e dei device in generale, vera dannazione del nostro tempo che non risparmia nessuno.Come detto, la concezione dello spettacolo è interessante e avrebbe meritato miglior fortuna dal punto di vista della risposta del pubblico (ma questo è un problema comune a diverse imprese che girano il Nord in questa stagione). Confidiamo che il “Crazy Circus” abbia un seguito perché il panorama circense ha sempre bisogno di qualche coraggioso che sfida la sorte.

Gli Elastonauti con Cristina Togni

Il finale

Il led wall del Crazy Circus

Karel e Katia Saly

Le bolas di Joe e Karel Saly

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