ARLETTE GRUSS, IL CIRCO SOTTO L’ “ARCO”
Ha fatto un certo effetto approdare sulla Pelouse de Reuilly (la spianata a Sud-Est di Parigi dove da anni si installano diversi circhi nel periodo natalizio) e vederla quasi vuota rispetto al consueto affollamento di chapiteau.
Ricordiamo ancora la nostra “prima volta” da quelle parti, nel 1994, quando si potevano trovare su quella esplanade ben quattro diversi circhi allestiti ciascuno con almeno due tende. Quelle supplementari sono, come noto, dedicate ai c.d. “arbre de Noel”, ovvero alle consegne dei regali organizzate dai “comités d’enterprise” che acquistano i galà per i dipendenti delle aziende, per le associazioni dopolavoristiche o per gli istituti scolastici.
Quest’anno la Pelouse ha ospitato solamente la struttura di “Phenix” con la produzione “Gaia” dedicata all’universo femminile (destinata a girare anche per i palasport transalpini) e il nuovo chapiteau di Arlette Gruss con lo spettacolo “Excentrik”.
Gilbert Gruss ci ha abituato alle sorprese nel corso degli ultimi in tema di chapiteau: rammentiamo “La Cathédrale” quale espressione del gigantismo che riuniva in un’unica tenda il foyer, la struttura principale e i camerini cui è seguito “Privilège” caratterizzata dall’innovazione delle antenne esterne. L’ultima creazione nata dall’intuizione di Gilbert – e realizzata da Canobbio Textile Engineering e da Carlo Anceschi – di fatto fonde le due precedenti concezioni, ovvero una tenda unica ma con le antenne posizionate ad arco triangolare. E’ stata denominata, appunto, “L’Arche”, inaugurata ufficialmente al debutto di Aix-Les-Bains il 7 ottobre, può ospitare 1300 posti e, soprattutto, prevede la possibilità di convertire l’interno alla maniera di un dinner show per 600 persone.
La trentasettesima produzione per l’insegna francese è contrassegnata dal titolo “Excentrik”, come dicevamo, e conferma la grande attenzione per il sound e il light design che restano di altissimo profilo. Un fattore caratterizzante è quello della dimensione collettiva dello spettacolo imperniato sulla forza della “compagnia” composta da diversi artisti multidisciplinari: pensiamo ai quadri dello “street workout” o a quelli delle acrobazie sulle biciclette e dei salti alla corda.
La comicità è affidata a due figure diverse tra loro ma entrambe collaudate: il trasognato André e il “freddo” quanto efficace Cesar Dias che dà il meglio di sé con la sua versione di “My way”.
Detto dell’eccellente performance alla barra russa della Troupe Havana ci piace segnalare la jonglerie combinata di Nathalie e Zdenek Supka ma soprattutto il sicuro talento per la pista che la piccola Alexis Gruss – la più giovane tra i figli di Gilbert e Linda Biasini - già esprime chiaramente sulle orme della sorella Laura Maria.
Terminata la data parigina - durata solo dieci giorni – il circo si è trasferito a Bordeaux, città che nel passato rappresentava l’inizio della tournée.
FRANCESCO MOCELLIN




