IL GRANDE RITORNO DEL CIRCO DI PODRECCA
TRIESTE – L’acrobata, elegantissima, sale sul globo azzurro tempestato di stelline bianche con le sue scarpette rosse, e inizia lenta la sua scalata alla bascula camminando sulla palla a passettini corti e misurati. Giunta a metà raccoglie gli applausi, si pavoneggia, si alza in equilibrio su una gamba, e poi inizia una difficile discesa dalla parte opposta.
Era un numero famoso quello dei globi, nei circhi di una volta. Ne erano state ottime interpreti, a metà del Novecento, due sorelle italiane, Anita e Daniela Gambarutti, del circo omonimo. Il numero è stato ripreso quest’anno in Spagna, “perché non lo faceva più nessuno”, da altre due sorelle, Louisa e Kerry Raluy, artiste, direttrici e proprietarie del Raluy Legacy, uno dei circhi più fascinosi d’Europa, che può vantare una collezione di storiche roulottes degli anni ’20 e ’40 che da sola vale il prezzo del biglietto.
Dopo il globo arriva un altro acrobata talentuoso, che si esibisce in spericolati volteggi alla corda. Quindi due forzuti, con un mano a mano piuttosto impegnativo, poi i contorsionisti-dislocatori, e l’orchestrina, la ballerina, e infine gli animali, le scimmie che saltano e gli struzzi che ballano.
Un circo vero e proprio. L’unica differenza è che artisti e animali sono fatti di legno e di stoffa, e sono mossi da fili quasi invisibili, anche dieci (il minimo è sette) per ciascuna marionetta. E’ il Gran Circo dei Piccoli di Podrecca, che torna in scena con un estratto del suo storico e più celebre spettacolo, “Varietà”, con un teatrino viaggiante che si sposta per paesi e città a bordo di un furgone appositamente attrezzato, apri le pareti e spunta un palcoscenico con tanto di “ponte” incorporato per le manovre dei marionettisti: il Maestro Massimo Gambarutti e i marionettisti Roberta Colacino, Federica Di Cesare, Gaia Mencagli e Guido Sciarroni, per il coordinamento di Giampaolo Andreutti.
È l’ultima iniziativa, “Podrecca on the Road”, varata dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia con il contributo della Regione e la collaborazione del Teatro Politeama Rossetti, nel nobile intento di far conoscere a un pubblico più vasto quel capolavoro unico al mondo nel panorama teatrale che è l’invenzione sublime di Podrecca, teatro di figura, certo, ma anche molto altro: musical, cabaret, danza e teatro.
Dove la tecnica nei movimenti, assai complessi, delle marionette, è superlativa, deliziose musichette d’antan accompagnano ogni numero, e la fascinazione è così grande che non c’è bisogno di parola; l’unica che ne è dotata è la starnazzante soprano Sinforosa Strangoloni, che storicamente chiude il programma, accompagnata al pianoforte dal Maestro Piccolowski, in uno spettacolare concerto che è un capolavoro della tecnica marionettistica. Bravi gli interpreti ad aver mantenuto, rispettato ed eseguito magistralmente il copione originario. Quest’estate giravano con il loro camion-teatrino per i quartieri della città, e hanno tenuto alcuni spettacoli, molto applauditi, nello splendido parco del Castello di Miramare.
Difficile del resto –e anche presuntuoso- sarebbe modificare anche una virgola di un’autentica meraviglia applaudita in tutto il mondo, dalla Russia agli Usa, dall’Egitto all’America Latina, dal Canada ad Israele, e che ha avuto tra i suoi estimatori personaggi del calibro di Charlie Chaplin, Arturo Toscanini, Walt Disney, Carlo d’Inghilterra, e molti altri.
Le marionette, perfettamente restaurate, hanno più di cento anni, e sono ancora quelle originali (erano più di mille…) della compagnia de “I Piccoli” fondata nel 1914 da Vittorio Podrecca (1883-1959), “impresario e regista italiano del teatro delle marionette”, nato a Cividale del Friuli.
Hanno fatto una lunga strada e sono state dormienti per molto tempo, prima di rinascere. Sopravvissute per qualche anno dopo la morte del fondatore, avevano cessato l’attività nel 1964. Nel 1979 vennero recuperate dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, che le riportò in scena. Ma gli spazi per la costruzione del complicato “ponte” di manovra resero difficoltosi spostamenti e rappresentazioni. La svolta arrivò l’anno scorso, con la mossa geniale della costruzione del furgone-palcoscenico, che è totalmente autonomo, non ha bisogno di nulla, e ha riportato le marionette in giro per le strade del mondo.



