SABATO AL CIRCO
Correva l’anno 1989. In Italia si erano già delineati i due colossi televisivi: RAI e Fininvest (l’attuale Mediaset). Silvio Berlusconi pensò ad un programma di varietà e intrattenimento per il sabato sera dei mesi autunnali da contrapporre all’ormai iconico Fantastico della RAI, che giungeva quell’anno alla sua decima edizione, e che avrebbe avuto come filo conduttore il cinema. Commissionò un sondaggio d’opinione per conoscere quale fosse, dopo il cinema, la forma di spettacolo più gradita al pubblico italiano. E il risultato fu che era proprio il circo. Alla Fininvest si era già inserito un giovane giornalista salernitano, di nome Sandro Ravagnani, appassionato di circo, socio del CADEC, e che aveva intrecciato dei buoni rapporti con Walter Nones, conosciuto a Napoli all’arrivo della nave che aveva riportato in Italia il circo dopo le tristi vicissitudini in Iran. Berlusconi incarica Ravagnani di predisporre un programma TV sul circo. Lui si rivolge allora a Walter, che si dimostra interessato e che correttamente, vista l’importanza della cosa, ne mette al corrente il Presidente dell’ENC Egidio Palmiri.
Nasce così un lavoro di squadra per realizzare un programma che fosse la vetrina del circo italiano. In questa squadra c’è anche un giovane Alessandro Serena che viene delegato dallo zio a seguire tutti gli aspetti logistici e organizzativi relativi alla esibizione degli artisti circensi dal vivo al fine di effettuare le registrazioni.
In ciascuna delle puntate partecipa una delle più importanti famiglie italiane, con in più la presenza di artisti appositamente scritturati, e filmati di numeri di circhi esteri. Ovviamente in studio, anzi in chapiteau, ci sono anche artisti di altra estrazione, a cominciare dai conduttori Gigi e Andrea, affiancati da due “vallette” di
eccezione, Ambra Orfei e Lara Orfei Nones. Le puntate venivano registrate a Milano, presso uno chapiteau installato da Walter in piazza Udine, nei pressi della stazione di Milano Lambrate. Parteciparono tutti i più importanti circhi italiani del momento: Americano, Circo di Berlino (Vulcanelli), Embell-Riva, Nando Orfei, Moira Orfei, Florilegio di Darix Togni, Medrano, e in una puntata speciale tutti i giovani allievi dell’Accademia d’Arte Circense. Molti i numeri di animali; fra gli altri, i numeri di gabbia di Massimiliano Nones (oro a Montecarlo nel 1987), Roberto Bellucci, e Gilda Vulcanelli. La cavalleria di Flavio Togni, gli elefanti di Paride Orfei, l’esotico di Heros Casartelli. Lo show televisivo era molto piacevole, con un buon equilibrio tra momenti dedicati al circo e quelli del varietà televisivo classico.
Altre presenze fisse erano Massimo Boldi e Sandra Mondaini, nei panni del clown Sbirulino, che presentava dei finti collegamenti con circhi esteri (erano ovviamente dei filmati).
La risposta in termini di audience non fu particolarmente alta (4.000.000 circa di telespettatori contro i 10.000.000 di Fantastico). Però il gradimento fu elevato, tant’è che, con le dovute modifiche e adattamenti, Sabato al Circo andò in onda fino al 1993. Riducendo la presenza di esibizioni registrate in circo a favore di filmati. L’ultima edizione fu dedicata a una rassegna di importanti circhi esteri, con riprese effettuate in loco, ed una simpatica e appassionata Susanna Messaggio come conduttrice.
In ogni caso proprio la prima edizione del 1989 innescò un fenomeno tanto intenso quanto inaspettato. Gli spettacoli di circo trasmessi in Tv, in forme diverse, aumentarono in numero veramente esponenziale. E sia la RAI che la Fininvest si fecero essi stessi promotori di spettacoli speciali e di Festival, di cui parleremo nei prossimi post.




