GILBERTO GOVI e il CIRCO
di Vittorio Marini
Questa è l’immagine di Gilberto Govi, un notissimo attore comico del teatro dialettale genovese che fece ridere una generazione intera di spettatori che tutti gli anni non si perdevano le sue esilaranti commedie. Imparai a conoscerlo da bambino guardando in televisione le sue commedie molto amate da mio padre e che ancora oggi rivedo piacevolmente, registrate su vecchie cassette e conservate nel mio armadio dei ricordi.
Serena Bassano, direttrice per alcuni anni della rivista CIRCO, raccontò che una volta incontrò Govi, a Milano, all’uscita del Teatro La Scala, in una fredda sera di gennaio: “Mi chiese di accompagnarlo fino in Galleria, chiacchierando dei lunghi pomeriggi milanesi.
In questi giorni - gli dissi – quasi tutti i pomeriggi vado al Circo Darix Togni a Porta Volta. Govi si fermò, mi guardò interessato, attratto da un’idea improvvisa e mi disse: allora domani vengo anch’io. Avvisai Darix che un po’ ansioso mi chiese: “Credi sapremo farlo divertire?”
La risposta il grande Govi ce la diede dopo un quarto d’ora di spettacolo; aveva il viso sorridente e felice come quello dei ragazzi che gli erano attorno, era pronto a divertirsi per tutto e di tutto, per tutti aveva elogi ed applausi spontanei e calorosi e ogni numero lo interessava, voleva informazioni sugli artisti e sul loro lavoro. Ma ogni tanto mi chiedeva con una certa ansia: Quando arrivano i clown?
Finalmente, a metà della seconda parte arrivarono i clown Brizio. Govi li applaudì subito e cominciò ad osservarli attentamente, interessato e divertito, metà professionista e metà pubblico; era assorto, non mi chiedeva più nulla, non si distraeva, li ascoltava, rideva, applaudiva e studiava la mimica, i gesti, le gags, le battute, le trovate antiche come il circo stesso e sempre nuove, sempre d’effetto, sempre inattese. Sembrava volesse imprimersi tutto nella mente perché disse “per un attore non c’è mai nulla di inutile, tutto si deve osservare e catalogare nella mente perché tutto può essere utile per creare un personaggio nuovo e suggerire la trovata comica capace di far scaturire la risata nel pubblico.”
Finito lo spettacolo dopo aver chiacchierato con Darix e gli artisti disse: “Mi piacerebbe che un giorno mi capitasse l’occasione di interpretare un clown, sarebbe un’esperienza interessante”.
Gilberto Govi trascorse molti altri pomeriggi al Circo Togni per “passare” le lunghe giornate milanesi. Govi amava gli animali e ne aveva tanti in casa; quando Totò girò il film “Totò nella gabbia dei leoni”, anche lui volle, per davvero, entrare nella gabbia dei leoni del Circo Togni a Genova, in uno spettacolo di beneficenza. Al giornalista che gli domandò se era la prima volta, lui rispose scherzosamente e senza esitazione: “Sono certo che sarà anche l’ultima”.



