KNIE……..ERRANI
di Vittorio Marini
Siamo andati al Circo Knie: una bella gita che ha permesso di stare una giornata in compagnia di Amici del Circo arrivati, è il caso di dirlo, da tutta Italia. Abbiamo assistito ad uno spettacolo eccellente, moderno, frizzante, divertente, coinvolgente. Spettatori di tutte le età che ben sapevano ormai cosa avrebbero visto: Knie non tradisce mai. Personalmente è dal 1972 che frequento Knie, per la fortuna di abitare in prossimità del Canton Ticino, quando il circo arriva, a Novembre, alla fine del tour svizzero.
Parlando brevemente con Mycol Errani, alla fine dello spettacolo, mi sono ricordato di quell’intervista a papà Nevio, pubblicata su Circo 3/2005 a firma A.Serena. Dopo aver percorso un po’ la storia della sua famiglia, si facevano considerazioni sullo stato del circo in quegli anni, sulla proliferazione del nome Orfei, sui comportamenti di alcune Amministrazioni Locali nei riguardi del circo e sul comportamento della categoria.
Si era all’indomani della vincita del Clown d’Oro al Festival di Montecarlo da parte dei figli Mycol e Guido, con il numero di icariani e così Nevio commentava: “E’ stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita. Gioia immensa per i miei figli ma anche per come ho sentito, in quel momento, molta gente vicina. In passato ero stato contento per gli altri italiani che avevano vinto, ma forse l’Oro ai ragazzi è stato il trofeo più inaspettato e per questo ha suscitato maggiore simpatia. Ho davvero sentito l’affetto di molta gente.”
Un po’ merito dell’Accademia? Nevio rispondeva: “I risultati dell’Accademia sono straordinari dal punto di vista artistico, e ancora di più dal punto di vista umano. Tutti i ragazzi che sono usciti da lì sono educati, istruiti, umili, senza grilli per la testa. E conservano vivacità e ambizione………. Tanto bene ha fatto l’Accademia del circo per i nostri ragazzi che forse ce ne vorrebbe una per noi adulti. I circhi sono come villaggi dove ognuno si misura molto con sè stesso e poco con l’esterno: non esiste confronto. Per questo non sarebbe forse una cattiva idea fondare una specie di Accademia per i direttori.”
Ebbene parlando con Mycol ho visto ancora oggi nei suoi occhi, a distanza di tutti questi anni, l’educazione, l’istruzione, l’umiltà, l’umanità della quale parlava in quell’intervista papà Nevio. Complimenti.


