Joseph Bouglione e “I Clowns” di Fellini
Leggendo l’articolo-intervista sul Cirque d’Hiver, mi è tornata alla mente la dichiarazione che fece Joseph Bouglione (nonno), pubblicata in un articolo del 1971, all’indomani della mandata in onda, la sera di Natale 1970, del film “I Cowns” di Federico Fellini, quando non tutti i circensi furono d’accordo sull’immagine che il regista intese dare sul circo.
“Non intendo parlare di me, né del circo, né di niente. So che Fellini ha messo delle inquadrature girate al Cirque d’Hiver nel suo film. Le ha girate nonostante il mio divieto, nonostante io l’abbia cacciato. Sto pensando di fargli causa. Il cinema deve lasciarci stare. E così i giornali.
Non occupatevi per favore di noi. Tanto non fate altro che diffamarci e presentarci come vagabondi, straccioni, zingari, persone sporche e disoneste. Una ragazza del circo? Per voi subito una storia d’amore. Ecco, la figlia del direttore che fa l’amore con lo stalliere, poi va a letto con un altro e poi un altro ancora. Non è questo il circo. Ma tanto non potete capire queste cose. Il circo è uno dei pochi posti onesti e puliti che rimangono in un mondo sporco e disonesto. Qui c’è il sentimento della famiglia, la coscienza, il coraggio, la rettitudine. Certo, ogni tanto qualcuno anche da noi fa qualcosa di male. Ma se ne va, non resta nel circo. Qui c’è rispetto per chi lavora, il rispetto per i vecchi, il rispetto per gli altri.”
E un giornalista così concludeva: “Nel suo modo di guardare e celebrare il circo, Fellini ha un accento funebre, commemorativo, luttuoso, che serve al suo clima patetico ma rende poca giustizia ai tremila artisti che vivono e lavorano, nei circa duecento circhi che portano le loro tende, i loro serragli, i loro acrobati e, ben s’intende i loro clowns, da un capo all’altro del nostro paese. Perché allora, ricattare il sentimentalismo più indifeso del pubblico con dubbie lacrime versate sulla non comprovata morte del circo?
Giorni fa un piccolo circo, a Torino, si è visto crollare il tendone sotto la neve. Ventisei persone e quindici animali sono rimasti alla fame, nella morsa del gelo. Ebbene, che credete? Questo piccolo circo, bene o male, tornerà a vivere in qualche modo, come sono sempre tornati a vivere tanti piccoli circhi colpiti da ogni sorta di avversità. Stringe i denti, lotta e fatica sempre, ma il circo è vivo, e proprio su questa incredibile ma indubbia sopravvivenza, su questa favola meravigliosa che continua, sarebbe stato molto bello fare un film.”
Bello vero! - Vittorio Marini



