IL novarese “Nano BAGONGHI”

28 Novembre 2025 - Memorie circensi -

1immaginedi Vittorio Marini

Bagonghi era il nome che veniva usato nel mondo dello spettacolo da molti clown e acrobati nani. Per citarne alcuni famosi dobbiamo risalire ad Andrea Bernabè, che a detta degli studiosi, fu il primo Bagonghi nella storia del circo italiano. Nato a Faenza nel 1850, alto un metro e 10 centimetri, fece successo sulle piste dei circhi e morì nel 1870 ricco ed appagato. E più vicino a noi Franco Medori che nel 1951, cadde tra le fiamme e morì ustionato nel tentativo di salvare dalla distruzione il tendone del circo Togni, colpito da un incendio a Bolzano.

Il Bagonghi “novarese” era Giuseppe Bignoli nato nel 1892 a Galliate, un piccolo, a quell’epoca, paese alle porte di Novara. Era il terzo figlio di una famiglia contadina che, pur non avendo sviluppato un fisico perfetto, era dotato di una eccezionale intelligenza. All’età di 14 anni, consapevole che il suo problema non gli avrebbe permesso di lavorare, prese la decisione di aggregarsi ad una compagnia circense di passaggio da Galliate. Era il Circo Brizio-Pellegrini di Aristodemo Pellegrini, molto noto in quegli anni. Si esibivano clown, giocolieri, trapezisti, cavallerizzi, nella più pura tradizione circense. A quel tempo non c’era la televisione, la radio o il cinema e lo spettacolo circense era molto seguito ed amato.

Si trasferisce in Francia dove, nel giro di poco tempo e con molta facilità impara a stupire il pubblico con i suoi numeri con i cavalli, grazie agli insegnamenti di Pellegrini che lo prende in grande simpatia e lo tratta come un figlio. Anche per la sua condizione fisica, inizia a diffondersi la sua fama di cavallerizzo e allo stesso tempo inizia “a mandare a casa un po’ di soldi” frutto del suo lavoro.

2immagineDopo qualche anno cambia compagnia circense e viene assunto dal Circo Rancy dove il pubblico francese accorre per ammirare il nano galliatese che si destreggia sul cavallo fra piroette, lazzi, smorfie ed esclamazioni di ogni tipo. Inaspettatamente arriva un’altra richiesta dal circo tedesco Schumann con il quale gira tutta l’Europa in una tournèe trionfale. Ormai è diventato famoso tanto che anche “La Domenica del Corriere” gli dedica una delle sue copertine illustrate.

Nel 1912 sbarca in America alle dipendenze del più grande circo del mondo, pubblicizzandolo come il “più grande nano cavallerizzo”. In questa avventura coinvolge anche i suoi fratelli e non dimentica mai di sostenere la sua famiglia in patria. Entrava in pista facendosi trascinare da un cavallo alla cui coda era aggrappato, e poi con un incredibile balzo raggiungeva il dorso del cavallo ed iniziava la sua esibizione. 

3immagineNel 1917 si sposa anche, con Irene Thomson, anche lei nana, conosciuta durante una tournèe in Australia, ma il loro matrimonio non dura a lungo. Ormai il nano Bagonghi è conosciuto in tutto il mondo; però dopo vent’anni di intensa attività, nel 1926 decide di smettere la vita nomade e rientrare al suo paese di origine. Ha trentaquattro anni, ma anticipatamente vecchio come tutti gli esseri del suo stampo. Aveva accumulato un patrimonio considerevole, tale da poter vivere senza privarsi di nulla, facendo al contempo, molte opere di beneficenza.

Amava la bella vita, le auto e le bici da corsa; era diventato un personaggio vistoso, intelligente, interessante. Si era anche risposato con Teresa Rivetti, con la quale condivise il resto della sua vita.

Come aveva vissuto in modo straordinario la sua vita, Bagonghi se ne andò da questo mondo in modo tragico. Durante una gita in barca sul fiume Ticino, alla periferia di Galliate, il 6 settembre 1939 scomparve tra le acque del fiume e il suo corpo venne ritrovato solo dopo due giorni di ricerche. I suoi funerali vennero celebrati in modo sontuoso, nella sua Galliate e alla presenza di tutte le autorità dell’epoca.

Fu scritto anche un libro sulla vita avventurosa di Giuseppe Bignoli, dallo scrittore giornalista novarese Gianfranco Capra, dal titolo “La vera storia del nano Bagonghi, da Galliate al circo Barnum” dal quale sono state tratte queste righe.

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