Il difficile mestiere di donna nel meraviglioso mondo del circo
di Ettore Paladino
Ancora una volta l’amico Marini ha centrato il segno
(riferimento all’articolo pubblicato il 16.12.2025 e intitolato "1987 – Noi donne del circo…. fra tigri, clown e problemi famigliari")
Parlare di donne del circo è bello e direi quasi dovuto. Se le donne ferme sono spesso il cuore pulsante della famiglia, del lavoro e dello stare insieme, nel circo sono sicuramente un qualcosa di più.
Ruggero Leonardi, giornalista grande appassionato di circo, e sincero amico della sua gente, nel 1975 creò un servizio sul settimanale “Oggi”, di cui era assiduo collaboratore, dedicato alle donne del circo. Il servizio era intitolato: “Il difficile mestiere di donna nel difficile mondo del circo”.
Si componeva di quattro articoli, dedicati alle quatto fasi della vita: l’infanzia, la prima giovinezza, la seconda giovinezza, la maturità. Per ogni articolo si raccontava di un’artista donna, che sceglieva lei stessa una frase che esprimeva il suo rapporto con il lavoro e la vita tutta del circo.
Per l’infanzia la protagonista era Denise Medini, figlia di Vittorio e Wanda Caveagna, che a soli 4 anni già si esibiva in un numero di volteggia con la sua cavallina Moretta. E la sua frase: “Lavorare è il divertimento più bello”. Perché Denise, pur impegnandosi al massimo negli spettacoli e nelle prove, si divertiva moltissimo con il suo lavoro. E se per qualsiasi motivo a volte non avesse potuto esibirsi, sarebbe stato quasi una tragedia. Del resto, aveva quattro fratelli che lavoravano con i cavalli, e già a due anni avevano portato in groppa anche lei. Il bello è che, finita la sua esibizione, tornava bambina a tutti gli effetti, e spesso si metteva in coda con i bambini del pubblico per fare il giro della pista a cavallo dei ponies.
La protagonista della prima giovinezza era un’artista portoghese, Carmen Elisabel Guillermino, 18 anni, contorsionista. Lavorava con la famiglia presso il Gran Circo delle Feste di Amedeo e Folco Gerardi. Con la forza e l’impeto dei suoi anni, in un periodo tumultuoso come gli anni ’70, il suo motto era “Soffro per essere felice”. Perché il suo lavoro le imponeva dieta ferrea e ginnastica continua. Ma le stava bene così. Non pensava per il momento a progetti di vita, fidanzamenti o matrimonio, perché amava troppo il suo lavoro. Alla domanda se non provasse un po’ d’invidia per le sue coetanee ferme, per una vita più libera e rilassante, rispose “No, sono loro che dovrebbero invidiare me. Non sanno cosa si perdono”.
La seconda giovinezza parla di una delle figure iconiche del circo italiano: Liana Orfei, con i suoi 38 anni nel pieno della sua carriera artistica. Raccontò brevemente la sua vita, le difficoltà prima del successo. I suoi problemi di salute da piccola. La perdita prematura del padre e la forza della madre nel portare avanti il circo e la famiglia. Il suo matrimonio a soli 16 anni purtroppo naufragato. Poi tanto successo in circo, con il supporto dei fratelli e le grandi produzioni; al cinema, tv e anche in radio. In quel periodo infatti conduceva tutte le mattine alla radio una trasmissione che iniziava alle 6, intitolata appunto “Il mattiniere”. Per cui andava a dormire non oltre le 22. La sera dell’intervista si erano già fatte le 23,30, quando la madre richiamò lei e Leonardi a interrompersi perché si era fatto troppo tardi. Ed ecco che Liana suggerì la frase giusta per l’articolo: “Sono una regina che ubbidisce alla mamma”.
L’ultimo articolo, dedicato alla maturità, parla di Jonne Casartelli, allora 55 anni, prima dei figli di Umberto e Rosina Gerardi. Conosciamo tutti la loro storia, i sacrifici, le difficoltà, e poi pian piano i progressi, le soddisfazioni, l’aver creato uno dei circhi più importanti d’Italia e d’Europa. Come vive la sua maturità? Con la frase “Invecchiamo senza paura”. Perché nel nostro mondo non si manda in pensione nessuno. Quando si smette di fare gli artisti, trasmettiamo insegnamenti e consigli ai più giovani. E non solo per il lavoro.
Nella foto che postiamo, in primo piano c’è lei, la più anziana, con in braccio l’ultimo nato della famiglia. Come racconta Leonardi, fu una foto fortemente voluta da Leonida. Ci volle un bel po’ di tempo per prepararsi tutti, ma l’effetto è straordinario. Ed esprime in pieno quel senso di continuità di cui parlava Jonne.



