Gilda Vulcanelli, dalla gabbia al trapezio

2 Dicembre 2025 - Memorie circensi -

20251126 081342di Ettore Paladino 

Gilda Vulcanelli è stata domatrice per un periodo non lungo, circa una decina d’anni. Ma ha lasciato un ricordo forte del suo stile, carattere e modo di muoversi in pista.

Potremmo definirla “figlia d’arte”, visto che il suo maestro è stato il padre Mario, che ha svolto a lungo l’attività di domatore.

Gilda inizia a provare giovanissima sotto la sua guida; aveva circa 16 anni e il numero di gabbia del circo Wulber veniva presentato dal cognato Ettore Weber. Nessuno dei fratelli era interessato agli animali feroci, mentre lei sì.

Il periodo di formazione fu molto breve. Weber lascia il circo con la moglie e lavora come artista. Mario Vulcanelli non ha più tanta voglia di presentarsi in pista e così Gilda inizia la sua carriera quasi di improvviso. A soli 17 anni debutta col numero di leoni del padre che in quei giorni era assente dal circo. Ci sarà poi tempo e modo per imparare a gestire il numero e gli animali in maniera più esperta.

Gilda unisce nella presentazione elementi di forza e di gentilezza, quasi un misto di “ferocia” e “dolcezza”. Sceglie costumi ispirati all’antica Roma, a rinverdire una tradizione iniziata da Darix Togni e continuata poi da altri domatori. Ai leoni chiede velocità e precisione; qualcuno giustamente ha definito il suo stile come una sintesi di bellezza, femminilità e coraggio. Espressione sempre sorridente, passo veloce, ordini impartiti agli animali con movimenti decisi ma mai scomposti. Anche se ha iniziato la sua carriera da domatrice in modo un po’ frettoloso, in questo ruolo si sente pienamente a suo agio.

GILDAAl di là degli atteggiamenti mostrati in pista, lei ha da sempre instaurato un rapporto bello e consapevole con gli animali. Il lavorarci insieme la porta a conoscerli da vicino, e a capire come bisogna trattare con loro. Solo con la pazienza e comprensione si possono ottenere buoni risultati. Anche lei è convinta che “quando succede un imprevisto non è mai colpa loro, è sempre un errore umano”.

Quando il circo Wulber cessa l’attività, tutti i figli di Mario lavorano come artisti in vari circhi. Lei ha sposato Miltcho Kolev, un volante bulgaro; con lui ha cominciato a provare, e dai piedi per terra in gabbia passa ai voli sul trapezio. La troupe di cui fa parte è presente per molti anni nello spettacolo di Moira Orfei, riscuotendo un meritato successo.

Eppure, come lei stessa ha detto più volte, non ha mai dimenticato il tempo trascorso con i leoni. Anzi, ne avesse avuto la possibilità, avrebbe continuato più che volentieri a lavorarci insieme.

 

Potrebbe interessarti anche

  • Immagine5

    MEXICAN CIRCUS KODANTY

    Published On: 28 Gennaio 2026
  • 2

    La DOMENICA del CORRIERE – 20 Giugno 1926

    Published On: 25 Gennaio 2026
  • BIANCO

    Bianco, Lucio, Nelson Zamperla: tre generazioni di domatori

    Published On: 24 Gennaio 2026
  • Immagine1

    GILBERTO GOVI e il CIRCO

    Published On: 23 Gennaio 2026