EVELISE, ESEMPIO DI FORZA E SERENITA’
Nella vita della gente del circo il rischio è sempre presente sia nella vita normale, a contatto con animali e attrezzature a volte complicate, sia durante lo spettacolo per la pericolosità di molti esercizi. Il rischio può essere calcolato ma l’imprevisto, anche quando la ripetizione degli esercizi è ormai diventata routine, è sempre in agguato.
Ed è proprio una banalità che è costata l’infermità a Evelise De Rocchi, l’essere caduta malamente durante un allenamento mattutino al Circo Medrano, il circo della sua famiglia.
Evelise appartiene alla dinastia dei Casartelli-De Rocchi. Figlia di Jone Casartelli e di Ferdinando De Rocchi ha respirato fin da piccola l’atmosfera del circo; comincia con le acrobazie in bicicletta, un numero classico, con i cugini Casartelli, ma come tutti i nati nel circo, apprende un po’ di tutto, dalle acrobazie a terra all’andare a cavallo. Nel 1970 viene scritturata dal circo di famiglia una troupe di trapezisti tedeschi: la famiglia Hones, in arte Troupe Silver, che si fermerà per sempre in questo circo dopo il matrimonio dei due figli maschi con due giovani Casartelli: Evelise e Liviana.
Era la mattina del 2 Febbraio 1981 ed in pista al circo Medrano, attendato a Roma per le feste di Natale, si provava come sempre: provavano specialmente i giovani che compiono i primi passi sulla segatura, i primi salti mortali, i primi “trucchi” sotto gli occhi vigili degli anziani. Loro al circo sono rispettati, sono come i libri di testo scolastici; l’arte del fare circo non è codificata su alcun libro, viene tramandata a voce da padre in figlio.
C’era in pista anche Evelise con il marito Bernard Hones che si scaldavano i muscoli sul trampolino elastico prima di provare gli esercizi al trapezio. Evelise, dopo il matrimonio, era diventata una brava trapezista, seguendo il marito, insieme ai fratelli e al cognato, nelle evoluzioni sotto la cupola dello chapiteau.
Un banale incidente, un salto mortale girato con un tempo sbagliato, cadendo malamente in rete. E’questa una cosa che nel circo può accadere oggi, domani o fra anni. O magari mai, ed è quello che ogni circense si augura.
Succede tutto in una frazione di secondo. Evelise non si alza, il circo si ferma: si capisce subito la gravità dell’accaduto. Il primo ricovero è all’Ospedale della Garbatella di Roma. La diagnosi è terribile: frattura della colonna vertebrale con fuoruscita del midollo spinale e conseguente paralisi degli arti.
La proverbiale solidarietà della gente del circo si mette in moto. Rolf Knie del circo nazionale svizzero si interessa per far ricoverare Evelise al Paraplegiker Zentrum di Basilea, clinica specializzata in terapie per il recupero degli arti. Eduardo Murillo del circo Americano si adopera per far visitare Evelise dal Prof. Kao, chirurgo giapponese che opera a Waschington e che qualche tempo prima aveva operato il corridore di Formula 1, Klaj Regazzoni.
Accanto ad Evelise c’è sempre mamma Jone e le zie Liliana e Lucina che non la lasceranno mai, anche nel trasferimento in America, in settembre, nella clinica privata del Prof. Kao.
L’operazione riesce perfettamente ed Evelise può stare seduta e poco alla volta riacquista l’uso delle braccia e delle mani. Ma il Prof. Kao con molta onestà sconsiglia una seconda operazione per il forte pericolo di rovinare ciò che si è riusciti ad ottenere.
E poi il rientro in Italia, al circo accanto alla sua famiglia, sempre con quella forza d’animo e quella serenità per affrontare le sciagure, tipica della gente del viaggio.
Oggi Evelise si è fermata accanto alla sorella Zenica che con la famiglia gestisce lo Zoo Safari di Fasano. Ma per tanti anni è sempre rimasta al circo Medrano con i figli Alan e Mike, anch’essi trapezisti, e al marito Bernard che ha dimostrato sempre una grande umanità, pazienza ed umiltà nell’accudire e servire la propria compagna.
Vorremmo concludere con le parole tratte dal libro “Una donna, un circo” che Enrico e Serena Bassano hanno dedicato alla famiglia Casartelli-De Rocchi – Evelise la puoi trovare seduta sulla sua sedia a rotelle all’ingresso dello chapiteau dove il marito Bernard l’ha sospinta dolcemente prima di entrare in pista. Mentre Bernard lavora, la moglie lo segue con un sorriso luminoso e sul suo viso non si leggono nè tristezza nè sconforto. Forse mentre Bernard vola lassù, Evelise si sente al suo fianco: forse è per questo che riesce a sorridere –
E chi ha conosciuto Evelise sa che è così.
Vittorio Marini



