DIMITRI, il clown

22 Maggio 2025 - Memorie circensi -

dimitri 1di Vittorio Marini

Dimitri (nato Muller) è stato un mimo e clowns svizzero, nato ad Ascona; una formazione dapprima come ceramista e poi come clown, a Parigi alla scuola di Etienne Decroux, entrato a far parte della Compagnia del grande mimo Marcel Marceau.

Chi scrive queste righe dice: “Andavo di fretta ad un appuntamento di lavoro e, sebbene incuriosito da quei bauli teatrali in mezzo alla strada, suonai più volte il clacson, così apparve, da dietro un baule aperto, dove stava rovistando, “il Dimitri”. Un uomo di bassa statura con una zazzeretta bionda che gli ricopriva totalmente la fronte. Mi guarda, poi guarda la targa della macchina e mi apostrafa nel tipico dialetto locarnese con: ”Uei ti, Nuara, un moment che sposti tucht coss, anzi se me de na man…” E allarga la bocca in un sorriso che gli arriva fino alle orecchie. Il sorriso particolarissimo che tutti ricordano di Dimitri.”

Dimitri fonderà nel 1991 a Verscio, un paesino della Val Onsernone, vicino a Locarno in Svizzera, una “Scuola di movimento”, mimo, acrobazia, jonglage, ritmica, danza e…… molto altro ancora. La scuola, frequentatissima, comprendeva, oltre all’edificio centrale, l’ufficio, due camere per i maestri, un teatrino sotterraneo di una cinquantina di posti più una palestra e un cortile.

Fece tre tournèe con il circo Knie 1970, 1973, 1979. Ho avuto la fortuna di ammirare Dimitri nel 1973: era in pista con la mucca Belinda, un maialino, un asino e………….. i quattro figli ancora piccoli. Quello che colpiva era la sua maschera bianca con quel sorriso che gli si stampava a tutto tondo sulla sua piccola faccia che ne rimaneva completamente illuminata. “Non ha bisogno di parole: sollecita, scuote, attanaglia. Poi scoppia a ridere fino alle lacrime. Turba anche e spinge allora il pedale della malinconia.”


dimitri 4

 

E’ Dimitri a dichiarare che: “Sono stato in tournèe in molti teatri, in Europa ed in America, col mio spettacolo di clown solista. Durante questi viaggi non mi sono mai lasciato sfuggire l’occasione di vedere i circhi più diversi. Senza volerlo ho fatto dei confronti e ogni volta sono arrivato alla conclusione che, per me, il Knie è sempre il migliore. Questo giudizio è stato confermato specialmente quando ho visto in America un circo a tre piste., che mi ha dato proprio l’impressione di un anti-circo. La maggior parte degli artisti che vi lavorano sono infelici e, col tempo, rassegnati, dato che questo enorme pubblico non è in grado di apprezzare tre numeri che si svolgono contemporaneamente sotto i loro occhi. E i clowns di quel circo mi fanno pena, perché, se non battessero la grancassa in venti alla volta, nessuno li noterebbe. Invece ogni artista è felice di lavorare sulla pista di un circo dalla forma veramente circolare e proporzionata, è felice di sentirsi un anello di una catena che si forma tra tutti gli artisti, i musicisti, gli operai, gli aiutanti, una catena che ha un solo unico scopo: quello di divertire la gente in modo artistico, onesto, poetico, umano, antico e moderno. Ho la fortuna di vivere il sogno di molti bambini e adulti: di essere un clown. E spero di avvicinarmi ogni volta di più a questo clown che ognuno sogna e al clown che io sogno.”

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La sera del 18 luglio 2016 presenta a Verscio, con la sua famiglia, nel nuovo Teatro Dimitri, lo spettacolo “Dimitri tri-generation”: teatro tutto esaurito. Il giorno dopo, a seguito di un breve malessere, Dimitri muore all’età di ottant’anni. DIMITRI rimane uno dei clown più brillanti che riusciva non solo a far ridere il suo pubblico ma anche a commuoverlo.

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