CIRCO GRECA ORFEI
Siamo al finale dello spettacolo, tutti gli artisti sono in pista e gli applausi “si fanno sentire a lungo”, con soddisfazione. E poi il presentatore annuncia che l’indomani il circo non darà spettacolo, in rispetto al lutto nazionale per i funerali di Papa Francesco. Un altrettanto applauso spontaneo degli spettatori a condividere ed apprezzare quella
decisone, per un Papa che ha sempre ammirato il circo e i circensi, dandone dimostrazione durante l’udienza generale per il Giubileo della Gente del viaggio, dicendo: “ Voi siete artigiani della festa, della meraviglia, del bello......... proponete occasioni per un sano divertimento....... seminate bellezza e allegria in un mondo a volte cupo e triste”.
Il Circo Greca Orfei della famiglia Mavilla piace, si presenta bene all’esterno, con quello chapiteau circolare, bianco e rosso che colpisce l’occhio, come poi lo spettacolo colpisce la voglia di ognuno di trascorrere due ore in spensierata allegria ed ammirazione.
Ho visto un susseguirsi di attrazione non da poco: dalla ruota dei Mavilla all’inizio dello spettacolo, al Globo della morte nel finale. Dalle fasce al cerchio aereo di ottima fattura, alla magia con l’ultimo “trucco” che sorprende e stupisce lo spettatore, all’hula hop di Giusy Folco così veloce, a ritmo incalzante come pochi sanno fare. Nel finale del numero i cerchi vengono lanciati da fuori pista e sembrano “cadere dal cielo”.
E poi i numeri con gli animali: dalla cavalleria mini e maxi, alla gabbia con tre giovani e bellissime tigri bianche ancora in fase di addestramento, di Francesco Berosini. E i cani barboncini di Kevin Folco, inaspettati, perché ormai rari nella pista del circo e allora ancora più apprezzati. Volutamente ho tralasciato quasi tutti i nomi degli artisti per non incorrere in qualche imperdonabile errore.
Bello, senz’altro ritornerò alla prima occasione. Il tutto è condito dalla simpatia ed accoglienza dei Mavilla. Questi sono alcuni scatti.












