ANGELO ALESSANDRINI, domatore “antidivo”
Angelo Alessandrini è stato per molti anni il domatore “ufficiale” dei circhi Casartelli. Fu soprannominato domatore “antidivo” per il suo carattere riservato, sulla cui faccia non si poteva scoprire un sorriso “neanche pagarlo un milione”. Era un contrasto.
Nato a Galeata, un paese sulla strada che da Forlì sale verso gli Appennini, suo padre era un mezzadro che con la moglie lavorava sodo per trarre dalla terra tutto quello che occorreva per mantenere i loro cinque figli. Quando Angelo aveva nove anni, una scossa di terremoto e poi una disastrosa alluvione, fece crollare la loro casa e, d’un colpo, tutte le speranze per una vita migliore. Appena qualche mese dopo, dal dolore e le preoccupazioni, muore il padre e Angelo viene accolto da zii anch’essi contadini; abbandona la scuola per lavorare nei campi e poi in un’officina meccanica.
Dopo la guerra Angelo, a 18 anni, prende la patente e inizia a lavorare come autista presso una ditta di autotrasporti. Ma è in questo periodo che passa da Forlì il Circo Togni: Angelo rimane affascinato da quel mondo da sogno e chiede al signor Nandino di essere assunto come meccanico ed autista.
Siamo nel 1952 e a Milano, dove ha piantato le tende il circo Togni, conosce il giovane proprietario del piccolo Circo Aurora, alla ricerca di un autista. E’ Leonida Casartelli che ha sposato Wally, la figlia di Ugo Togni. Così Angelo, un po’ a malincuore, lascia il Circo Togni e si trasferisce al circo Aurora, ed è l’inizio della grande collaborazione con i Casartelli.
Angelo ama gli animali, fa lunghe soste davanti alle gabbie con leoni e tigri, segue il loro addestramento offrendo anche un aiuto costante a Leonida, tanto che un bel giorno si trova lui stesso in gabbia a sostituire il titolare sempre più preso dai problemi organizzativi.
Debutta nel 1953 ma non abbandona il suo ruolo di meccanico divenendo il responsabile del parco automezzi.
Nel 1954 si sposa con Odette Maggiolo, anche lei contrasta con diverse mansioni, entrando pure in pista nel jockey con le sorelle Casartelli. E poi la prima tournèe in Spagna con il Circo Coliseum nel 1958, quando viene pubblicizzato come “el mas domator del momento”. Entra in gabbia con ben diciotto leoni contemporaneamente. Sempre in Spagna, negli anni sessanta, lavora al Circo Atlas dei Tonetti e nei vari circhi di Castilla.
Rientra in Italia e rimarrà sempre fedelissimo al Circo Medrano, diventandone una “colonna incrollabile”; penso che tutti ci ricordiamo quella passeggiata della tigre in equilibrio su due corde tese fra due alti sgabelli.
È aumentata la famiglia: Marco, Fabio, Massimo e Rudy, sono i figli di Angelo e Odette, che lavorano ottimamente in un numero di filo alto. Sono ragazzi seri, pieni di volontà, coraggiosi e come il papà, “non sorridono mai”. Di loro verrà detto: “…..è doveroso segnalare la generosità, la disponibilità e la socialità di questi ragazzi: li vediamo, nelle pause, impegnati in pista, ora a sostenere una longia, ora nell’orchestra, ora a porgere l’attrezzo a colleghi di lavoro, assolutamente privi di ogni stimolo di gelosia perché già pienamente convinti che, nel circo, il successo più grande nasce dalla fraterna collaborazione che unisce i più umili ai più prestigiosi”.
Il lavoro in officina è anche aumentato e per farvi fronte Angelo ha scelto proprio i suoi figli come validi collaboratori. E finalmente, con un sorriso sul viso una volta dichiara: “Ho una brava moglie che mi è sempre stata accanto con dedizione e quattro figli d’oro, tutti nati in questo circo e ben voluti da tutti. Alla famiglia Casartelli devo moltissimo. Ho sempre un gran ricordo di Leonida e di sua mamma e sono felice che i loro figli ne seguono le orme. Tratto bene gli animali e in cambio ne ottengo obbedienza; credo che mi vogliano bene. Gli unici che non riesco a sopportare sono certi artisti che vogliono essere “più” degli altri. La vita del circo, piena di sacrifici e rinunce, ci rende tutti uguali.”
Da tanti anni i figli di Odette e Angelo sono stabilmente all’estero, nei paesi del nord Africa, con un loro circo. Anche per loro è questo ricordo.









