GIOVANI PROMESSE DEL CIRCO…A TEATRO Il “Piccolo Circo dei Sogni” al Teatro Gerolamo
Roberto Bianchin è riuscito nella difficile impresa di dar vita ad un’esperienza circense veramente a tutto tondo (o a 360° come si direbbe in un linguaggio corrente).
L’evento “Circo Teatro Ambrosiano”, in effetti è riuscito a racchiudere praticamente nel medesimo ambito spazio-temporale una mostra dal valore in quale modo storico sulla figura di Nando Orfei, la presentazione dell’autobiografia del figlio Paride, un convegno su un tema realmente attuale come quello dell’arte circense che (ri)conquista lo spazio scenico del teatro, e – soprattutto – uno spettacolo strutturato all’interno di una location tanto ridotta quanto accattivante.
(Sneja Nedeva)
Collocato nel cuore di Milano, in Piazza Beccaria a pochi passi dal Duomo, il Teatro Gerolamo ha ospitato l’iniziativa voluta dall’Amico Roberto Bianchin – che di quel teatro è stato il direttore artistico – nell’arco di un fine settimana ricco di spunti di riflessione sullo stato del Circo italiano e non solo.
Dell’evento nel suo complesso si è già parlato a più riprese su questo sito ma qui ci preme sottolineare l’importante apporto venuto dagli allievi e dagli insegnanti della scuola “Piccolo Circo dei Sogni” diretta da Paride Orfei e Snezhinka Nedeva.
Quest’ultima, oltre ad essere tutt’ora un’eccellente artista di grande personalità ai tessuti aerei, è la vera anima del centro di formazione di Peschiera Borromeo ed è stata determinante nell’allestimento dello spettacolo “Circoteatro Ambrosiano” che ha visto come protagonisti anche insegnanti e allievi della scuola. Li citiamo tutti in ordine sparso sperando di non dimenticare nessuno: Elettra Zaccaro, Cristian Orfei, Matilde Rosti, Stefano Marzocca; Matilde Grossi, Nicolas Veloza, William Orduz, Matilda Pasotti, Simone D’Agostino, Angelica Caforio, Federica Solinas… Complimenti a tutti per la freschezza e per aver dato vita ad una vera e propria esperienza immersiva, una dimensione cui sembrano dirigersi sempre più spesso il circo e le arti performative.
Francesco Mocellin







