“Tilt”, la nostra recensione
L'anno 2045 è anche troppo lontano...speriamo di arrivarci! Ci va bene anche il 2019 al Teatro Verdi di Montecatini Terme!
Ma noi non siamo a Columbus, in Ohio, negli Stati Uniti, come nel romanzo di Ernest Cline e in “Ready Player One”, il film di fantascienza di Steven Spielberg che ne è stato l'adattamento cinematografico.
Una visione geniale della vita sul pianeta tra 26 anni, dove l'inquinamento e la sovrappopolazione hanno rovinato la vita sulla terra e dove molte delle sue città sono diventate delle baraccopoli.
Nel romanzo e nel film, le persone cercano una via di fuga dalle loro vite nelle città decadenti e si immergono nel mondo virtuale di Oasis, dove possono prendere parte a numerose attività per lavoro, istruzione e intrattenimento.
I giocatori devono trovare un uovo di Pasqua per avere in premio denaro e potere.
Una competizione che li vede coinvolti in prove di difficoltà e di abilità.
E' proprio l'abilità che lega la trama del lavoro di Cline e Spielberg a “Tilt”.
La genialità, lo spettacolo e l'abilità li fanno essere simili.
Gianpiero Garelli, il produttore, ha portato in Italia la compagnia ucraina di Anatoly Zalewski, “Rizoma”, per portare in scena uno spettacolo completamente diverso da “Alis”, la produzione che ha riscosso un grande successo dal debutto di Lucca nell'aprile del 2016, e che ripartirà da Piacenza il prossimo 6 Dicembre, per proseguire a Mantova, Forlì, Bolzano e Ancona. La regia è affidata ancora una volta ad Onofrio Colucci, che ha curato anche la regia di “Tilt”.
Onofrio ha lavorato molto all'estero nelle produzioni del Cirque du Soleil 'Zed' a Tokyo, 'Zaia' a Macao, 'O' a Las Vegas e protagonista di molti spettacoli dello Slava's SnowShow creato da Slava Polunin.
Mentre in 'Alis' ha il ruolo di maestro di cerimonie, in 'Tilt' non appare in scena, ma cura la regia. collaborando col direttore artistico Anatoly Zalewski.
Anatoly, ucraino come gli altri componenti la sua compagnia 'Rizoma', vinse la medaglia d'oro al Festival Mondial du Cirque de Demain, a Parigi, nel 1998, e il clown d'oro al Festival International du Cirque de Montecarlo nel 1999.
Elegante, sensuale, rivoluzionario del verticalismo.
Per lui una splendida standing ovation.
Un Festival con ben tre clown d'oro: con lui sul gradino più alto del podio la “banchina” di Quidam del Cirque du Soleil e il nostro grande clown David Larible.
Anatoly aveva 25 anni. Un giovane grande artista della scuola di Kiev, che aveva fatto questa scelta per passione avendo entrambe i genitori laureati in ingegneria!
E meno male che ha fatto quasta scelta, che è diventato famoso ed ha avuto cervello nel creare una sua compagnia di ottimi artisti. Non solo: sono persone gentili, educate, molto professionali. Non è poco.
“La gente viene su Oasis per tutto quello che si può fare, ma ci rimane per tutto quello che si può essere” dice Wade Watts/Parzival nel film di Spielberg.
Deve trovare l'uovo di Pasqua per vincere 500 miliardi di dollari e avere il potere, dominare Oasis. Mica uno scherzo!
Il maestro di cerimonie di Tilt è Riccardo Forte, attore piemontese, il Vermio Malgozzo della Melevisione.
E' lui il fil rouge di 'Tilt', intervenendo in più momenti dello spettacolo, sempre con molta professionalità e con la sua bella voce.
E' l'avatar del creatore di Oasis, James Halliday, Anorak l'Onnisciente.
Nella compagnia di Anatoly sono stati inseriti altri artisti di ottimo livello.
Giulia Piolanti, milanese, ha fatto parte di ben sei spettacoli del Cirque du Soleil.
La sua 'pole dance' è veramente eccellente. Lei è 'purple' in scena e anche fuori: tutta viola! A parte la tecnica di alto livello esprime una grande personalità e il loro insieme è vincente.
Bello e dinamico il numero di pattinatori acrobatici: gli Skating Jasters stupiscono sulle note di Maniac, di Michael Sembello. Un'idea azzeccatissima di Onofrio.
Dimerson Baeta, brasiliano, è stato trapezista volante. Susan Sterza è figlia di Elena e Giacomo, i Jasters, ben noti in tutto il mondo per il loro crossbow: lanciatori di coltelli e tiri con la balestra, una loro creazione.
Gli Skating Jasters hanno fatto parte della compagnia di 'Totem', del Cirque du Soleil, e di molti altri spettacoli.
Lo spettacolo sale non poco con loro, nonostante i bei quadri che li precedono: il cerchio aereo di Oksana Zacharchuk, la ruota Cyr di Evgeny Kravchenko, il bel quadro di verticalismo con Alexandr Novac.
Pavel Bachurin e Pavlo Kapkan, si presentano sul palco in veste di danzatatori, in comico. Sono molto simpatici e catturano il pubblico. Nessuno potrebbe pensare che da questo prologo Pavel e Pavlo potessero diventare protagonisti di un buon 'mano a mano'! Bello.
Li segue sul palco Vitalii Yarchuk, giocoliere con grandi palloni.
E' un altro bel momento di spettacolo dove sono in scena anche altri componenti la compagnia in veste di figuranti, sul palco e nella struttura che fa da sfondo: una specie di casa a due piani, con sei 'stanze', porte girevoli, che permette trovate sceniche, dà movimento per tutta la durata dello spettacolo.
Vitalii è molto bravo e stupisce con i suoi passaggi con tre, quattro e cinque palloni.
Dopo di lui Bohdan Tokarskyi, giocoliere col grande cubo.
Ma ecco l'uovo che passa dalle mani di Riccardo “Anorak” a quelle di Yulia Melnyk, acrobata ai tessuti aerei.
Un altro numero aereo subito dopo.
Si tratta delle cinghie aeree di Roman Yastrzemski e Daria Lind. Un bel numero, elegante, che fa molta presa sul pubblico. La fisicità e il bell'aspetto dei due protagonisti non guastano certo.
La bella presenza, d'altronde, conta sempre molto nello spettacolo. Possiamo azzardare anche un bel 50% del numero!
E in 'Tilt' questo plus valore c'è per tutta la durata dello spettacolo.
Chiude Anatoly col suo verticalismo impeccabile: stessa grinta, stessa eleganza, stessa bravura di sempre.
E la magliettina? No, quella non può essere la stessa di più di venti anni fa. Ne avrà consumate tante!
I 25 protagonisti in scena, salutano il pubblico dal palco poi, tra gli applausi più che meritati, scendono e sfilano.
Sul palco si prepara il finale con gli artisti impegnati in una bella serie di salti. E cosa ci poteva star bene come colonna sonora di questo momento così dinamico? Jump dei Van Halen. Maxwell Jump!
Ancora saluti col pubblico che non si schioda dalla poltrona, chissà perché.
“Come molti di voi sono venuto qui per evadere, ma ho trovato qualcosa di molto più grande di me stesso” dice Wade Watts/Parzival.
Non solo lui.
E' un bello spettacolo, coinvolgente, da vedere.
Ne aspettiamo anche altri, eh! Mi raccomando
Flavio Michi







