1973 – La prima gita del CADEC

4 Dicembre 2025 - Memorie circensi -

di Vittorio Marini

1Domenica 18 Novembre 1973, il Club Amici del Circo, con l’allora Presidente Ricciotti Giollo, organizzò la prima gita per visitare un circo all’estero. Era il Circo Nazionale Svizzero Knie, che faceva tappa a Lugano, come tutti gli anni a fine stagione, ad ospitare i circa ottanta soci del Club, partiti da Milano su due pulmann. Si arrivò a metà mattina in tempo per visitare il grande zoo ed assistere allo spettacolo per i bambini che Knie organizzava tutte le domeniche mattina e poi il primo spettacolo pomeridiano.

Programma di tutto rispetto che prevedeva gli eccezionali numeri equestri della famiglia Knie, l’esotico di Rolf jr con cavalli, zebre, un guanaco e l’ippopotamo, gli elefanti di Franco e Louis jr con l’elefante in equilibrio sull’asse e il salto alla bascula.

2E poi i clown Dimitri e Gaston, i giocolieri Belà e Kris (padre e figlio) Kremo, le pantere di Chipperfield, gli icariani Castors, le cavallerizze Delibab della Scuola d’Arte di Budapest. In programma c’erano i “nostri” trapezisti volanti, la troupe di Attilio Jarz con Dea e Roberto, Omar Liazed che si esibiva anche con il suo numero di verticali, e Ketty, già allora “prima donna del trapezio” con il doppio salto mortale e mezzo, doppio in plancia, salto mortale in piroetta e doppia piroetta.

Al termine dello spettacolo, quando il pubblico aveva ormai lasciato lo chapiteau, le luci si sono riaccese in pista per la foto di gruppo degli Amici con la famiglia Knie e per la consegna a Fredy Knie sr. di una targa d’argento a dimostrare apprezzamento ed ammirazione per lo spettacolo e ringraziamento per l’ospitalità ricevuta.

Il nostro Presidente, Ricciotti Giollo, così commentava dalle pagine di CIRCO: “La visita dei circhi in comitiva, non solo nazionali, serve a tutti gli amici ed appassionati dello spettacolo viaggiante, per stringere nuove amicizie e rafforzare quelle esistenti; serve soprattutto a conoscere i circhi stranieri che non vengono in Italia. Si possono fare quindi dei confronti che devono servire a farci meglio apprezzare i circhi di casa nostra; e si ha poi l’occasione di vedere delle attrazioni, spesso di notevole livello artistico, delle quali altrimenti si sente solo parlare.”

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