LIANA, NANDO, RINALDO ORFEI…..il Circo a tre PISTE
di Vittorio Marini
In varie occasioni è stato scritto come gli anni settanta e ottanta del secolo scorso sono stati gli anni dei grandi spettacoli circensi italiani. Dal Circo nell’Acqua di Darix al Circo sul Ghiaccio di Moira, dalle varie produzioni di Leonida ai circhi “esteri” di Enis, Circo di Berlino, di Madrid, Billy Smart, e le grandi parate del Circo Americano.
E senz’altro non possiamo non ricordare il Circo a tre Piste di Liana, Nando e Rinaldo Orfei con le loro produzioni più famose che tennero banco negli anni settanta.
Il CIRCORAMA nel 1972: “…….il regista dello spettacolo ha brillantemente risolto l’annoso problema dei tempi morti ricorrendo al cinema. Tra un numero e l’altro, mentre gli inservienti montano gabbie e tendono reti, non si aspetta più in compagnia di un clown che insegue la farfalla o finge di scaraventare acqua sugli spettatori delle prime file. Qui gli inservienti, con occhi di gatto, lavorano al buio mentre su un grande schermo panoramico si proiettano brevi documentari esotici, che servono ad introdurre il numero successivo e non solo. Lo schermo si illumina anche durante qualche esercizio che si giova così di una scenografia di immagini in movimento.”
Il CIRCO delle MILLE e una NOTTE nel 1973/74 quando tutto viene fatto alla grande, per giustificarne il titolo. Costumi di Danilo Donati e coreografie di Gino Landi, nomi importanti dello spettacolo cinematografico e televisivo dell’epoca. Un circo anti-austerity, verrà definito dalla stampa, che, oltre alle ricche coreografie, si avvale di attrazione di primordine. Liana Orfei dirà: “Non si tratta di una fantasia orientale, non si pensi di venire a vedere la favola di Sheherazade, trasportata sulla pista di un circo, ma di uno spettacolo colossale proprio da “Mille e una Notte”. Liana Orfei, all’inizio dello spettacolo, appare a cavallo di un ippogrifo meccanico e canta, masse di odalische, di guerrieri orientali, di vezzose giapponesine riempiono la scena. Ma c’è anche Ali Babà e i 40 ladroni e Aladino con la sua lampada magica. Al gran finale prendono parte tutti gli artisti, coreograficamente suddivisi in quattro gruppi, ognuno dedicato al colore e alla suggestione di una pietra preziosa.
Nel 1976 il CIRCO delle AMAZZONI, un circo tutto al femminile (o quasi), tanto che qualche giornale scriverà: “Ora il femminismo è arrivato anche al circo”. Anita, moglie di Nando risponderà: “Il nostro non è affatto un circo femminista come qualcuno ha detto. Nel mondo del circo, il femminismo non ha ragione di essere perché esiste da sempre parità di diritti fra uomo e donna. Nessuna di noi “amazzoni” si è infatti improvvisata domatrice o acrobata; lo siamo diventate a fianco dei nostri uomini perché questa è la nostra vita. Così come la loro è anche quella di occuparsi della roulotte e della famiglia se noi siamo impegnate in pista.”
Ritroviamo al Circo delle Amazzoni, Liana presentatrice, Cristina sua figlia, con la cavalleria, Anita, moglie di Nando, nella gabbia delle tigri e cavallerizza, Vesna moglie di Rinaldo con gli elefanti, Ambra con le sue dodici colombe bianche e Gioia di quattro anni con il suo pony.
Scorrendo vari articoli dei giornali dell’epoca che parlano del circo dei Fratelli Orfei, si ricorda quando nel 1972 Schira, la domatrice di serpenti, che lotta anche nella vasca piena d’acqua con un coccodrillo, entrando in pista con un pitone appoggiato sulle spalle, rischia di essere soffocata dal serpente, forse spaventato dal lampo di un fotografo.
Nel 1974 il circo venne distrutto da una tromba d’aria a Marina di Massa poco dopo la fine dello spettacolo serale: “Il temporale ha strappato parte del tendone, dei pali di sostegno e delle gradinate. Il personale del circo, artisti ed operai, sono stati impegnati ore per salvare il salvabile e tenere calmi gli animali spaventati. Danni ingenti anche a molte carovane.” E nel 1975 andarono a fuoco due vagoni del treno merci che trasportava il materiale del circo Orfei, mentre il convoglio stava transitando per la stazione delle Capannelle a Roma. Molti i danni e molto panico pensando che sui vagoni fossero rinchiusi anche animali feroci!
E poi un articoletto, su un quotidiano del 22 maggio 1977, informa che: “I fratelli Liana, Nando e Rinaldo Orfei si sono divisi. Liana, che già nell’ultimo spettacolo del Circo delle Amazzoni si presentava in pubblico solo occasionalmente, è tornata nella sua abitazione romana (e si dedicherà per anni al suo Golden Circus). Nando, con il suo circo esordirà domani a Legnago, mentre Rinaldo, pure con un proprio circo, si esibisce a Merano.”
Fine di un’epoca che ha visto fiorire grandi produzioni circensi che tennero alto il buon nome del circo italiano; anche i fratelli Liana, Nando e Rinaldo ne furono degni protagonisti.










