MARIO VULCANELLI: CIRCO DI BERLINO WULBER
Non so perché, ma ho avuto l’onore di trovarmi una sola volta al Circo di Berlino Wulber. Era nel novembre 1989 a Sesto San Giovanni, in compagnia degli Amici Meda e Carminati, nel nostro andar per circhi che occupava molti fine settimana di quel periodo d’oro del circo italiano. Grande circo a quattro antenne, tre piste, grande pubblicità e nutrito spettacolo. Era Mario (Mariolino) Vulcanelli che gestiva quel circo con la moglie Adua Gattolin e i sei figli, Loredana, Tiziana, Ketty, Gilda, Matteo e Claudio, tutti in pista a presentare i loro numeri che riempivano gran parte dello spettacolo.
Erano cavallerizzi, un numero di corde aeree, il rullo, l’entrata comica del dentista, i cani calciatori. E poi i trapezi volanti ed il letto elastico, numeri che avremmo visto, per molti anni, al Circo Moira Orfei con il giusto risalto per il loro valore. E ancora c’era Gilda nella gabbia dei leoni, attrazione che veniva pubblicizzata da manifesti e locandine come “la più giovane domatrice di leoni al mondo”.
Nel programma veniva presentato anche un secondo numero di gabbia, Ettore Weber, marito di Loredana, con le sue tigri. A completare la scaletta dello spettacolo si esibivano la troupe Thiani alle sbarre, i tre Lukas alla bascula e i Biasini, famosi per i loro numeri di biciclette e di giocoleria.
In quegli anni ottanta, Mario Vulcanelli fece molto parlare di sé, occupando le pagine di molti giornali, con le sue proteste di piazza, per il riconoscimento dei diritti di agibilità del suo circo e per l’ottenimento di piazze che le Amministrazioni Comunali erano poco propense a rilasciare.
Come nel 1979 quando rimase in gabbia con i suoi leoni davanti al Ministero a Roma, in via Ferratella, per ottenere la licenza a lavorare. Nel 1983 a Pescara per avere sovvenzioni ed evitare la chiusura del circo, sempre nella gabbia con i leoni, montata nella piazza centrale, dopo il sequestro di due automezzi fermati dalla Polizia perché viaggiavano senza assicurazione.
Nel 1988 per ottenere l’autorizzazione a montare il circo ad Ancona e così a Palermo, quando la piazza di Natale avrebbe dovuto essere divisa con il Circo Paride Orfei. E ancora a Milano, per il Natale 1990, quando i milanesi si ritrovarono in piazza Duomo le gabbie dei leoni, come protesta sulla divisione della piazza milanese richiesta quell’anno da tre circhi.
Anche questa è la vita del circo: fatti, azioni, prese di posizioni a volte magari non condivisibili per noi che vediamo tutti i problemi dei circensi dall’esterno, da fermi quali siamo, e non immersi in quelle realtà.
Ma il finale deve essere sempre positivo. E allora voglio terminare questi brevi ricordi sulla famiglia Vulcanelli con “una lieta notizia”. E’ Tiziana Vulcanelli, sposata con Bernard Saabel, che, scritturati dal Circo Storico Tribertis con i due numeri di orsi bruni e di cani samoiedo, nel febbraio 1997, conquista le cronache dei giornali novaresi.
“Il fiocco rosa è appeso sulla roulotte di Tiziana e Bernard. La neo mamma ha lavorato fino all’ultimo giorno di gravidanza nascondendo il pancione con un ampio costume di scena. Sabato, quando a mezzanotte è calato il sipario sull’ultimo spettacolo, Tiziana ha avvertito le prime doglie, il marito l’ha accompagnata all’Ospedale e dopo quattro ore è nata Kelly. Il martedì successivo Tiziana era già in pista a lavorare. Si è organizzata con le poppate in base agli orari degli spettacoli. Solleva la bimba dalla culla appesa vicino al letto matrimoniale e dichiara: “Non è cambiato nulla, la maternità non è una malattia; lo dicono anche i medici. In fondo ho gli stessi problemi di ogni mamma che lavora.”













