1984 – CLOWN’S CIRCUS CAVEDO: il circo una festa.

19 Agosto 2025 - Memorie circensi -

cavedo 1di Vittorio Marini

Siamo nel 1984 e i fratelli Cavedo si fanno promotori di un coraggioso, per quegli anni, tentativo di cambiamento: circo senza animali feroci. Molti attribuiscono al circo, da sempre, l’etichetta di essere uno spettacolo rimasto immutato nel tempo. Niente di più inesatto perché, durante i suoi due secoli di vita, ha subito continue evoluzioni per tenere il passo con i gusti del pubblico. Diventato assai meno “equestre” di quanto fosse in origine, ha via via guadagnato in completezza e varietà introducendo nel suo spettacolo clown, belve, trapezisti e grandi attrazioni. Il circo ha però sempre conservato le sue caratteristiche fondamentali. Non sono certo mancati tentativi per snaturarlo abbinandolo ad esibizioni sportive o spettacoli canori ma i risultati sono sempre stati fallimentari.

Il primo tentativo di cambiare fu condotto negli anni settanta in Francia dalla famiglia Gruss che fondarono il “Cirque all’ancienne”, ammirato anche in Italia in occasione del Carnevale di Venezia del 1981 e riportando un ottimo successo. Iniziativa imitata poi in altri circhi d’oltralpe, da Knie in Svizzera a Roncalli in Germania. Ed in Italia nel 1984 sono i fratelli Cavedo, aprendo il Clown Circus e avvalendosi della regia del giovane legnaghese Antonio Giarola laureatosi al D.A.M.S di Bologna con una tesi sullo spettacolo circense: “Sono i miei sogni, la mia poesia diventata realtà, ma anche un vecchio baule trovato in soffitta, pieno di sorprese.”

Il primo elemento di differenza con gli altri circhi che circolano sulle piazze italiane fu la mancanza nel programma di numeri con le bestie feroci, ma solo esibizioni di animali della “tradizione” quali cavalli, cani e colombe. E questo valse “un attestato di merito” dell’Ente Protezione Animali, per congratularsi circa l’impiego oculato degli animali e il loro ottimo trattamento.                          

Cavedo 2                                  

Ci sono tutti gli ingredienti della tradizione circense: dalla ballerina sul filo e a cavallo ai clown, dal fachiro al mangiatore di fuoco. E poi artisti internazionali, quali le acrobazie “mano a mano” dei fratelli Merzari, la giocoleria di Gilberto Zavatta e il contorsionismo di Fatima Zohra. Oltre ai fratelli Giancarlo, Walter e Jhonny Cavedo, la comicità è affidata al mimo clown Arno Huibers che, in compagnia del nano Milko, svolge il ruolo dell’augusto di serata, legando i vari numeri dello spettacolo. Arno dice: “Non sono un pagliaccio di grande risata ma un clown di dolce sorriso. A modo mio gioco con la fantasia e il realismo di ogni giorno.”

Il “nostro” Riccardo Orecchia, che per anni fu il direttore della rivista “Circo”, in un suo commento, concludeva scrivendo: “Tutto il programma, oltre che musicale, è essenzialmente visivo; non lascia il minimo spazio alle parole, che sarebbero inutili. L’annunciatore, del resto, non esiste nemmeno e mancano quindi i consueti e fastidiosi inviti ad applaudire.  Gli applausi ci sono ugualmente, spontanei e calorosi. E’ una festa alla quale il pubblico più che assistere, partecipa. Lo spettacolo è vario, spesso raffinato, ricco di deliziose sorprese nascoste.”

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