1973 – IL CIRCO MINETTI: CIRCO FATTO IN CASA (1° parte)
di Vittorio Marini
“Un telone, una pista, tre carrozzoni, nove artisti ed un cavallo. Siamo il Circo Minetti, andiamo, oggi qui, domani non si sa”. Era l’inizio di un vecchio articolo che raccontava la realtà dei circhi minori, con scarse attrezzature, dove “l’uomo esibisce sé stesso, la sua forza, la sua destrezza, la sua immaginazione. Sono saltatori, cavallerizzi, giocolieri e clown: hanno bizzarro bagaglio e vendono illusori miracoli.”
Il circo Minetti è una famiglia: c’è chi bada alla réclame, chi ai conti, chi a scegliere le piazze. Mimì Minetti è il padre, il capo che guida il suo piccolo spettacolo viaggiante, ammaestra la troupe casalinga, sa tutte le arti e i giochi circensi: “Noi viviamo giorno per giorno, per quella sola ora di spettacolo. La gente ride e applaude, è un’ora che vale una vita. Il nostro destino è questo, mostrare quello che la gente vorrebbe fare, essere bravi di mano e di piede, saper piegare il nostro corpo in forme incredibili, avere la parola
pronta a suscitare il riso. Fantasia ed abilità ci bastano per conquistare la simpatia di altri uomini. Quando sento gli applausi, il mio cuore urla, mi dice che ho vinto.”
Chi è nato in un circo trova la moglie lungo il cammino. Mimì ha trovato Antonietta, cavallerizza, contorsionista e virtuosa del trapezio. Si conobbero tanti anni fa vicino a Napoli, in paese si faceva festa: Antonietta era con il circo Bombicchio e Mimì con il circo Canestrelli: “Facevamo la parata, si andava a cavallo, io avevo un vestito di lustrini, lo vidi passare accanto, dritto in sella, suonava la tromba.”
Mimì ed Antonietta si sposarono, la luna di miele fu sotto il tendone. Girarono, vennero i figli. “Ero brava in tutto: quando ero sulla corda, vedevo sotto il pubblico e mi sentivo una dea. Ora ho cinquantadue anni e faccio la mamma, bado alle faccende, guardo dalla finestra e vedo un mondo sempre nuovo.”
Ogni sera, sotto il tendone, tra la gente che guarda c’è anche Maria, la nonna. Viene a vedere i nipoti e il figlio che si guadagnano il pane: “Se lo spettacolo ha successo, sono felice, voglio bene a tutti, come quando mi applaudivano, dopo le piroette e i balli sulla corda.”
E poi c’è “Sergio”, il cavallo, l’unico animale della compagnia. E poi ancora i sei figli………..ma per loro, la prossima puntata.



