I GIOCOLIERI DI CASA MEDRANO

di Vittorio Marini
Alberto Sforzi e Luciano Bello sono sempre stati considerati i “Giocolieri di Casa Medrano”, avendo sposato due sorelle Casartelli: Alberto con Ghisi e Luciano con Jose. Due caratteri diversi che si rivelavano anche nella presentazione in pista dei loro numeri.
Alberto era calmo e schivo: “..….non è cosa facile farlo parlare perché preferisce dire ciò che pensa e che sente, con un sorriso, con una forte stretta di mano, con un piccolo, fugace gesto affettuoso, subito rientrato perché il pudore e la timidezza si sono già alzati a far da baluardo tra lui e la persona che gli sta accanto.”
Ma quando entrava in pista, tutta la timidezza scompariva e si rivelava la forza del vero artista. Quella forza che lo fece ritornare al lavoro dopo quel lontano incidente automobilistico in Sud Africa che minacciò di stroncare la sua carriera di artista circense. Il suo numero comprendeva clave, cerchi, palline, fatte roteare a terra, sul monociclo o sul monociclo in equilibrio sul filo. E qui lanciava con un piede innumerevoli piattini e tazzine da caffè con tanto di cucchiaino e zolletta di zucchero finali, che andavano a depositarsi in equilibrio sulla testa. Tutte le parti del suo corpo erano impegnate. Senza dimenticare il suo dieci cerchi vanto ed onore di pochi giocolieri al mondo.

Mi ricordo quel giorno che lo incontrai prima dell’inizio dello spettacolo, dietro il sipario, nel suo lungo riscaldamento prima di entrare in pista, che con giusto orgoglio mi fece vedere, in anteprima, quell’equilibrio del cucchiaino sulla fronte, che con un semplice “cenno di capo” si depositava sul suo orecchio. Spillo che, a breve distanza, sarebbe entrato a far parte del suo repertorio. Sapeva fare tanto e una volta, scherzando, convenimmo sul fatto che il suo numero da giocoliere poteva riempire quasi tutto un tempo dello spettacolo.
Luciano Bello era un giocoliere-acrobata, come lo definì Eugenio Larible: “…….il suo lavoro è basato su due lavori fusi insieme e il suo successo con il pubblico è dovuto molto anche alla carica di comunicativa che Luciano sprigiona dalla pista. E’ elegante, fine e disinvolto, spavaldo e sicuro di sé. Luciano crea con il pubblico una sorta di complicità: il suo sorriso è a volte ironico, confidenziale, scherzoso e tutto il suo numero è soffuso da una specie di istrionismo simpatico e divertente.”

Luciano lavorava con le clave facendole roteare ad una velocità super, spostandosi da una parte all’altra della pista con salti e capriole. E poi le palline jonglate con la bocca e la salita sulla scala libera tenendo in equilibrio sulla fronte il globo luminoso. In vetta alla scala roteava le sue clave lanciategli da Jose che, con calma e tranquillità, stava ai finti rimproveri del marito, per la buona riuscita dello ”spettacolo”. Per anni Luciano Bello si è anche presentato in pista come clown di serata, in coppia con il cugino Wioris DeRocchi.
Penso che tutti si ricorderanno la coppia Pippo e Yoghi nelle loro esilaranti entrate, frutto di una complicità e di una preparazione artistica di veri circensi. Dopo aver smesso i panni da giocoliere, Luciano è stato il presentatore ufficiale del circo Medrano, intervenendo anche come spalla nelle entrate comiche dei figli che ha sempre seguito, instancabilmente, nelle tournée con il Cirque de Soleil.
Papà Leonida disse: “Se la mia terza figlia un giorno sposerà un giocoliere, io chiudo il circo! Dò le dimissioni! - Sì perché la famiglia Casartelli è molto unita e il pensiero che i ragazzi vadano a lavorare in altri circhi è un tormento per tutti. Oggi Leonida ha inserito nei suoi spettacoli entrambi i giocolieri, in maniera salomonica, facendo lavorare Luciano al matinée e Bertino al serale.”
Bertino e Luciano sono sempre stati dei veri amici e a loro sono dedicate, con tutto l’affetto, queste poche righe.
(Le zone virgolettate sono tratte dal libro di Enrico e Serena Bassano -Una donna un circo-)



