A proposito di animali nel circo

30 Gennaio 2025 - Memorie circensi -

famiglia c imolaL’estate scorsa un circo che ha lavorato nella mia zona (volutamente non dico “chi”) si è visto costretto a togliere dalle locandine le immagini degli animali per poter sostare in una piazza dove gli animalisti contestano sempre la venuta del circo. A volte senza logica, basta sapere che, anni fa, contestarono al sindaco il permesso dato al Circo Acquatico Zoppis, ignorando che di animali, in quel circo, non ce n’erano.

Allora mi è venuto in mente il commento di un giornalista, di un noto settimanale, dopo il fatto increscioso della giraffa del Circo Martini per le vie di Imola nel 2012.

Il giornalista così scriveva: “Una giraffa fugge dal circo e corre per le vie di Imola. Lo spettacolo è bellissimo perché la giraffa è un animale unico per eleganza. Ma lo spettacolo è anche terribile perché quel cucciolo di quattro anni è visibilmente terrorizzato. Accade poi che venga colpito da un proiettile di narcotico e che muoia.

Infine comincia una gazzarra indegna contro i circhi, che a detta di alcuni sono la causa di tutti i mali del mondo. Ne ho dedotto che abbiamo visto troppi film di Walt Disney: perché per molti la giraffa è fuggita per infelicità e non perché qualcuno ha tagliato le catene. Gli animali non parlano la lingua degli uomini e il concetto di libertà, per un animale nato in cattività, non è lo stesso che possiamo applicare agli uomini. La morte di quel cucciolo mi duole davvero: perché è morto così e perché l’hanno utilizzato per una meschina polemica fra gli umani.”

Potete immaginare le lettere di protesta di animalisti offesi dal commento del giornalista che così replicava: “Lascio a lor signori le opinioni, io vado ai fatti: qualcuno ha sabotato la gabbia della giraffa facendola fuggire. E’ ridicola ed ideologica, oltreché non vera, la tesi per la quale la giraffa sia scappata da sola in cerca della libertà. Chi l’ha fatta fuggire, condannandola a morte, le ha voluto male. I circensi invece amano gli animali perché vivono e lavorano con loro e la loro condizione è sotto gli occhi di tutti, ogni sera. Per favore non imponeteci le vostre scelte. Tanti bambini disabili (e non solo) hanno bisogno dell’ippoterapia. Da sempre i bambini si relazionano con il mondo animale grazie al circo. Lo so che, oggi, si parla dello psicologo dei cani, ma forse si è esagerato un po’”.

Vittorio Marini

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