Il Circo di Francia con il 13° Raduno del CADEC a Scarperia.

7 Dicembre 2024 - Memorie circensi -

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Per molti anni fu presente sulle piazze dell’Italia Settentrionale il Circo di Francia di Aldo (Aldino) Zucchetto. Sui manifesti compariva la scritta “Dino presenta il Circo di Francia”.

A seconda dei periodi si presentava con un piccolo o medio circo, ma sempre con uno spettacolo adeguato alle dimensioni del momento. Negli ultimi anni fece società con i cugini Rossi, Gianni, Wladi e Clodo, che presentavano i loro ben noti numeri: il verticalismo con un solo dito di Gianni, le riprese comiche di Wladi, la famosa entrata di clowns musicali dove, fra le molteplici gags, veniva suonata una grande lama e il pianoforte, con uno scoppio, andava in mille pezzi.

Dino era sposato, cosa insolita nella tradizione circense, con una ferma, Adele Broggi. Ebbero quattro figli, Nadia, Susy, Angela e Roberto, tutti impegnati nell’addestramento di animali e nelle acrobazie sulla pista del circo famigliare. Dino era figlio di Gilda Rossi, emblema di quel circo perché, anche in tarda età, continuava a presentare in pista il suo numero di antipodismo, sostenuta da una vitalità eccezionale. Gilda si spense nel 1988 a 74 anni, dopo aver eseguito come sempre, il suo numero in pista, aver ricevuto l’applauso e salutato il suo pubblico; la buona morte che si augura la gente del circo.

 

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E fu il Circo di Francia che ospitò nel 1985, il 13° Raduno degli Amici del Circo a Scarperia, in occasione dell’annuale “Festa delle lame taglienti”. Per l’occasione Dino presentò uno spettacolo super, con la partecipazione di tanti rinomati artisti del momento: la giocoleria frizzante di Luciano Bello, la contorsionista Fatima Zhora, le acrobazie dei fratelli Merzari, i giovanissimi pattinatori Attilio, Emilio e Libera Bellucci, i giovani verticalisti Stefano ed Emilio Savio, Maurizio Miglioli che, da amico del circo era diventato, coraggiosamente, addestratore di leopardi al guinzaglio, senza gabbia. Lo spettacolo era presentato da Fosco Gerardi.

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A fare da contorno al 13° Raduno fu organizzata anche una grande mostra di “Cose da Circo” all’interno del Castello di Scarperia, e poi forse la prima occasione di scambi per noi collezionisti. La grande parata di artisti ed animali del circo per le vie di Scarperia fu disturbata da una delle prime contestazioni di animalisti che tentarono di rovinare la festa, nella indifferenza totale da parte della popolazione del luogo.

L’amico Roberto Pandini, sul numero 10/1985 di “CIRCO”, così commentava:

“…….risultano assurde le dimostrazioni di quei pochi verdi saccenti che, senza conoscere nulla, si permettono di schierarsi contro una tradizione, quella circense, che fonda la propria storia e la propria civiltà sul rapporto quotidiano e continuo uomo-animale. Quindi chi si batte tanto per la presunta libertà di un cammello, passa sopra, non vede e calpesta una comunità di tradizione millenaria. Si potrà discutere sulle modalità di custodia degli animali, ma mai e poi mai, con quattro cartelli, cancellare la storia, la cultura di una minoranza: questo sì che è una terribile violenza……..”

Vittorio Marini

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