1987 – Noi donne del circo…. fra tigri, clown e problemi famigliari

16 Dicembre 2025 - Memorie circensi -

di Vittorio Marini

Immagine1Sono trascorsi tanti anni da quando le donne del Circo Medrano “conquistarono” due nutrite pagine di un settimanale dell’epoca, con un articolo dedicato alla condizione lavorativa femminile. Alcune ci hanno già lasciati, altre sono espatriate al seguito di circhi famigliari, altre sono ancora in pista. Era il 1987 quando si dava voce a queste donne, non solo come artiste circensi ma, soprattutto, come mogli, mamme e donne di casa.

Immagine2“…Abitualmente le vedi da spettatore: tu in penombra, loro illuminate da riflettori colorati, quasi sempre in sfavillanti costumi paillettati, lievi come farfalle sul trapezio, in bilico sulla groppa di cavalli ed elefanti, aggraziatissime anche negli esercizi più difficili. Sorridono e fanno apparire tutto quello che eseguono spontaneo e facile. Sono le donne del circo Medrano, ma potrebbero appartenere a un qualsiasi altro circo, perché incarnano forse il sogno dei bambini e probabilmente anche quello dei rispettivi padri: creature affascinanti e misteriose che dopo la loro apparizione scompaiono dietro il tendone rosso, già sostituite da una nuvola di pagliacci o da un mucchio di tigri, da una schiera di altri personaggi egualmente avvincenti. 3Ci si immagina che queste donne, tra uno spettacolo e l’altro, trascorrono il loro tempo ad allenarsi o inventare nuove emozioni, a provare fantasmagorici abiti di scena o forse a svanire nel nulla, in attesa di riapparire al momento giusto, come per magia. In realtà si tratta di donne come noi, con gli stessi problemi di chi deve affrontare un lavoro e abbia sulle spalle la responsabilità di una casa, di un marito, dei figli. Hanno anch’esse una casa, seppur monolocale e fornita di ruote, nella quale trascorrono la maggior parte del tempo, lontane dalle luci ma avvicinate dagli odori del circo, odori inconfondibili di tendone, di sabbia, di animali, che fanno parte integrante del “più grande spettacolo del mondo.

4La loro casa è come una conchiglia in cui si rifugiano, che appartiene a loro stesse e che non gradiscono spartire con il primo estraneo venuto da fuori. Così le incontriamo sotto il loro tendone, quando ancora i riflettori sono spenti e non si avverte quell’aria di aspettativa fluttuante che aleggia prima dello spettacolo.”

Sono Eliane e Viviana Larible, Cinzia Anselmi, Esilda e Suellen Sforzi, Virginia Malvolti, Giusi Forgione, Jone Casartelli; a loro la parola:

Eliane Larible, 25 anni: “Non c’è molto spazio per il tempo libero. Nel circo si conduce una vita molto attiva: ci sono due spettacoli al giorno, gli allenamenti e tante altre incombenze. Nei ritagli di tempo amo fare i costumi di scena, cucinare dolci e…decidermi di lavare i piatti. Mi piacerebbe comprare qualche vestito alla moda ma poi lo spazio in casa è ai minimi termini, rinuncio e mi ritrovo sempre in jeans.” Eliana lavora con le spade in bilico su una scala. Ha assorbito l’amore per gli equilibrismi dal padre trapezista e dalla madre cavallerizza ed equilibrista sul filo.

 

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Viviana Larible, 19 anni: “Penso che sposerò uno del circo perché, condividendo gli stessi problemi, le stesse esperienze, le stesse emozioni, ci si capisce al volo. Noi siamo tradizionalisti, il fidanzato deve fare la richiesta ufficiale ai genitori. Qui non si possono fare le cose di nascosto: tutti ci curano! Alle soglie del 2000 queste idee sembrano un po’ antiquate ma anche i più giovani le accettano, si discute un po’, ma poi si trova sempre la strada della comprensione.” Viviana lavora al trapezio waschington, a testa in giù, da quando aveva otto anni, ma non cambierebbe vita per niente al mondo.

Esilda Sforzi: “Bisogna andarci piano con l’amore. Noi del circo siamo retrogradi e vogliamo che le cose vengano fatte nel modo giusto e nel momento giusto. Io ho conosciuto mio marito da bambina e l’amore è venuto crescendo. Siamo stati amici fino a 23 anni e poi…è scoccata la scintilla ed eccoci qua.” Esilda lavora con il marito in un delizioso numero assieme a cinque scimpanzè con i quali ha un rapporto di grande cura e di affetto: sono animali intelligenti ma da ammaestrare con grande pazienza.

Virginia Malvolti: “E’ una vita dura essere donna nel circo, avere dei bambini piccoli, dover sempre viaggiare: magari hanno il mal di pancia e piangono tutta notte: la casa è tutta a portata d’orecchio e non si riposa. Fortuna che il mio compagno abitualmente mi aiuta! Però è una vita bellissima perché fai un lavoro che ami: così sei felice e ti mantieni giovane.” E lei ne è la prova tangibile perché ha poco più di 40 anni ma sembra una ragazzina.

Cinzia Anselmi, 16 anni: “Vorrei andare un po’ più in giro come i ragazzi della mia età. Però non condivido lo scarso rispetto che molti giovani hanno dei loro genitori. La disobbedienza non mi sta troppo bene.” (Confessa di avere un piccolo amore che, non essendo ufficiale, non si dice. Si sa solo che lavora sul filo ed ha 21 anni).

 

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Giusi Forgione, 26 anni: “Tante volte mi è venuto in mente di fermarmi. La casa è minima ed è difficile tenerla in ordine. L’impegno di donna poi si sovrappone a quello di mamma e a quello di lavoratrice in uno spettacolo. Vorrei farmi una bella vacanza ma nel nostro lavoro l’unica vacanza in cui si ha diritto è il viaggio di nozze.” Giusi esegue, con il marito ed i cognati, un numero sopra un cavo d’acciaio facendo volteggiare le torce accese. Il marito è anche trapezista ma lei……. non si sente all’altezza.

Suellen Sforzi ha soli 5 anni. “Anch’io lavoro nel circo; faccio la puffetta assieme agli altri bambini e mi piace regalare i palloncini ai bambini ospiti del circo.”

L’ultima parola spetta a Jone Casartelli. Ha quasi 70 anni ma è ancora piena di grinta ed entusiasmo: “Siamo felici di vivere così, senza radici. Quando ci dobbiamo fermare per qualche motivo è una sofferenza: forse traiamo entusiasmo dal calore e dall’affetto della gente. Nella vita ho fatto di tutto: cavalli, trapezi, esercizi sul filo anche durante le gravidanze perché un tempo non ci si poteva permettere di stare inattivi neppure per una sera. Tutti viaggiamo sulla stessa barca: quando va bene, va bene per tutti, quando va male si tira la cinghia. Ed è questo forse il miracolo grazie al quale il circo continuerà a vivere per sempre.”

Signori e signori è iniziato lo spettacolo: le donne non sono più madri, mogli, non hanno acciacchi, né panni o piatti da lavare. Il costume di scena le fa tutte belle, il trucco le fa apparire senza età: interpreti principali di una favola che ha il segreto dell’eterna giovinezza.

 

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