1973 – SUORE AL CIRCO AMERICANO

7 Luglio 2025 - Memorie circensi -

suore americano 1di Vittorio Marini

 

Sono passati cinquantadue anni. Nel giugno del 1973 il Circo Americano dei Togni aveva sostato sulle piazze, allora ancora disponibili, del lago Maggiore, come faceva, all’epoca e tutti gli anni, un circo di prima categoria, all’inizio della stagione estiva. L’ultima sera della permanenza ad Arona “una spettatrice era stata colpita da una lampada caduta dal telone, procurandole una ferita al cuoio capelluto e, poco dopo, la trapezista polacca Andrèe Landra, durante un equilibrio su una moto in corsa, era caduta riportando ferite guaribili in trenta giorni”.

Dal 22 al 24 Giugno di quell’anno, il circo era arrivato fino a Domodossola, estremo nord della provincia novarese. Padre Michelangelo, “il dinamico e popolare frate” della Cappuccina, convento sul cui piazzale il circo era solito montare le sue tende, rivelò ai giornalisti che “le tre donne dal saio azzurro” erano delle suore. Due italiane e una francese appartenenti alla congregazione delle Piccole Sorelle di Gesù con sede centrale a Roma. Vestite con un saio francescano di un azzurro smunto, sandali ai piedi e capelli raccolti in un foulard amaranto.

Occasione da non perdere, per un giornalista che così riportava nel suo articolo sulla stampa locale: “………….dopo i preti operai anche le suore sono entrate nelle fabbriche o lavorano nei campi. Non si era mai saputo però che fossero entrate a far parte anche del personale di un circo equestre. Svolgono mansioni umili: si occupano della lavanderia, della cucina, dei costumi. Con una di loro, Suor Mary, abbiamo tentato di intavolare un discorso. Ma non appena si è accorta della presenza del fotografo, con tono fermo ha esclamato: “No vi prego, niente foto e niente pubblicità. Non vogliamo si parli di noi e del nostro lavoro.” Abbiamo ribattuto che si trattava di una cosa eccezionale e di dirci le sue esperienze nel mondo del circo.

suore americano 2

Suor Mary si è fatta supplichevole: “E’ la regola del nostro ordine il silenzio sulle nostre attività; qualunque esse siano devono passare inosservate”. Inutile insistere, ma prima di accomiatarsi ha aggiunto: “Viviamo nel circo da tre anni e ci troviamo bene. La nostra vuole essere una testimonianza e insieme una missione di apostolato.”

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