1972 – 1973 IL CIRCO IN TELEVISIONE

1 Gennaio 2026 - Memorie circensi -

di Vittorio Marini

Immagine1Furono belle quelle serate quando la RAI trasmetteva, per le feste di fine anno, lo spettacolo circense. Memorabili furono il 1972 e il 1973. Sotto l’egida di Egidio Palmiri, presidente dell’Ente Nazionale Circhi, furono presentati numeri provenienti da grandi e piccoli circhi italiani, che si esibivano sotto lo stesso chapiteau, condividendo per una sera la stessa pista, in spirito di collaborazione ed amicizia, dimostrando quanto era unita la categoria circense. 

Nel 1972, sotto lo chapiteau di Darix Togni attendato a Cinisello Balsamo, si esibirono i trapezisti volanti di Enzo Cardona in forze, all’epoca, al Circorama Orfei, i Nicolodi del circo Lidia Togni, i clowns musicali Romanus (vincitori quell’anno del Festival dei clowns di Siracusa) del circo Medrano, i figli di Vittorio Medini, artisti del circo Niemen e Zorzan, la troupe acrobatica dei Larible e la contorsionista Algime del circo Darix Togni. Lo spettacolo era presentato da Alberto Lupo.

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E poi la cavalleria di Bruno Togni del circo Americano: “Ventiquattro cavalli lipizzani che corrono sulla pista con movenze di danza, si schierano, si mettono in fila, si inginocchiano, accennano ad un passo di valzer seguendo il ritmo dell’orchestra. Bruno Togni ne ha fatto un pezzo di bravura degno della fama del nome che porta. In marsina blu con paillettes che luccicano sotto la sferza dei riflettori, agita la frusta con eleganza, e i cavalli obbediscono docili: si alzano sulle zampe posteriori, girano su sè stessi, caracollano con la testa nobilmente alta, gli zoccoli che fremono sulla sabbia della pista. Il segreto di quest’arte è uno zuccherino, una bacchettata ogni tanto e tanta pazienza.”

Non poteva mancare Moira Orfei, ancora convalescente dopo l’incidente che le era costato costole incrinate, ricovero in ospedale e postumi dolorosi oltre alla sospensione del numero: “Moira, regale, fa la sua apparizione e tutti si alzano in piedi, chi per baciarle la mano, chi per abbracciarla, chi semplicemente per salutarla con un leggero inchino. Si temeva che non sarebbe venuta dopo che, sotto il tendone del suo Circo sul Ghiaccio, è stata urtata da un colpo di proboscide di uno dei suoi elefanti.  L’elefante – dice Moira – nonostante la sua mole, è un animale molto sensibile, si innervosisce per niente e ha paura di tutto. I topolini poi sono il loro terrore: gli si infilano nelle narici fino a soffocarli.”

Immagine3Il padrone di casa era Darix Togni che, per l’occasione, entrò di nuovo in gabbia con le sue cinque tigri: “Da quattro giorni – dice Darix – mi alleno per questo ritorno; a cinquant’anni non è più tempo per entrare da solo in gabbia. Sarà una questione di riflessi, sarà che a questa età si pensa di più…. bisogna farsi riconoscere e conoscere il carattere di ognuna, mai abusare. Le tigri non sono come i leoni, che li puoi anche accarezzare o ci puoi giocare. Il massimo è, come faccio io, inginocchiarmi davanti a loro, a poca distanza.” 

Nel 1973 lo spettacolo di fine anno fu trasmesso dal Circo delle Mille e una Notte Orfei attendato a Carpi e presentato da Carlo Giuffrè che intervistò in pista i grandi del circo italiano da Ferdinando Togni a Darix, da Leonida Casartelli a Nando e Rinaldo Orfei.

Immagine4Si esibì in quello spettacolo Ferdinando Togni considerato la migliore “frusta” d’Europa, ma anche le cavallerie di Liana e Nando Orfei e Darix Togni, la troupe Lukas alle bascule, i trapezisti volanti i Flying Anderson, Helmut Rosini, antipodista, che faceva danzare sui suoi piedi palloni, rulli e addirittura un tavolo “da salotto”.

Immagine5Ma c’erano anche Davio Casartelli soprannominato “il ragazzo degli elefanti” per la sua giovane età e Luciano Bello giocoliere che dichiarava: “Mi esercito da anni, tre ore al giorno con clave e palline. Quando sarò troppo vecchio per fare il giocoliere farò il clown seguendo la tradizione di famiglia.”

Immagine6E non poteva mancare Moira Orfei che entrò eccezionalmente in gabbia con un gruppo di tigri sotto il vigile sguardo di Walter Nones. Il loro Circo sul Ghiaccio era in tournèe in Germania e dopo alcune brevi prove, i carrozzoni con le belve partirono da Monaco di Baviera ritardando l’arrivo a Carpi per una bufera di neve sul Brennero: “Moira è entrata per la prima volta in gabbia di fronte al pubblico ed alle telecamere, senza neppure avere il tempo di provare ed abituare le tigri alle luci violente della televisione. Alla fine del numero gli applausi più nutriti erano quelli della gente del circo che, ben più del pubblico, conosce i rischi effettivi di un esercizio di questo genere.”

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