Vittorio Feltri sul domatore del circo Orfei sbranato dalle tigri: “Ecco perché è successo”

6 Luglio 2019 - Notizie Italia -

Feltri

Il circo equestre può piacere o no, ma è un fatto che esso è teatro di tragedie per uomini e animali che ci lavorano. A Triggiano, nel barese, l' ultimo episodio raggelante. Un domatore di Marina Orfei, tale Ettore Weber, 61 anni, è stato aggredito e ucciso da quattro tigri irritate dalle prove a cui l'uomo le sottoponeva allo scopo di allestire uno spettacolo degno della tradizione circense. I felini, tutti di grandi dimensioni, si sono ribellati davanti agli esercizi ad essi imposti, e uno per volta si sono accaniti sull'esperto educatore di belve.

Succede, perché anche le tigri nel loro piccolo si incazzano e talvolta reagiscono in modo brutale. Il povero Weber è stato ridotto a brandelli e i suoi soccorritori non sono stati in grado di placare la furia degli animali che pertanto si sono resi protagonisti di uno scempio orrendo. Il domatore in questione non è l'unico negli ultimi tempi ad essere stato massacrato durante il proprio ingrato lavoro, quello di umanizzare e addomesticare fiere feroci per definizione.

Abbastanza recentemente, in Ucraina, l'egiziano Hamada, 32 anni, è stato attaccato e dilaniato da un leone. Nonostante ciò egli si è salvato e ha dichiarato che il re della foresta e i suoi eredi sono per lui come figli. Mi permetterei di far notare a costui che io non ho mai costretto i miei bambini a stare chiusi in gabbia, e se lo avessi fatto non mi sarei stupito se avessero tentato di farmi a pezzi. Avrebbero avuto ragione.

La libertà è un bene che non vale solo per i bipedi bensì pure per quadrupedi di varie specie, cavalli, zebre, cani eccetera. Lasciamoli in pace e non si ribelleranno a noi con irruenza. La sopravvivenza dei circhi non ha senso se non quello di umiliare e infastidire tante creature degne di rispetto se non di amore.

Esse non vanno segregate, benché riescano a divertire un pubblico di beoti amanti del brivido e tesi a bearsi nel constatare la sottomissione di poveri esseri viventi alla crudeltà di noi cristiani da diporto. Certi show sono la dimostrazione che i nostri simili sono persone abiette, meritevoli di scomparire.

A proposito, mi viene in mente la corrida ancora di moda in Spagna, dove il toro viene torturato e infine ammazzato. Qualcosa di osceno. Anche se alle volte il bovino incorna il cretino che lo vuol sopprimere, e questo è un momento meraviglioso che ci fa godere e gridare: "Forza toro".

di Vittorio Feltri

da liberoquotidiano

Vede, Feltri, parlare di circo è difficile. Possiamo avere opinioni in merito, ma bisogna soprattutto conoscere questo mondo straordinario, sconosciuto alla maggior parte delle persone. Ne conoscono gli aspetti dello spettacolo, come lei, credo, ma non ne conoscono "il mondo" che c'è dietro.

Purtroppo possono esserci incidenti e questo è stato terribile. Purtroppo fa parte dei rischi del mestiere anche se non ci saremmo mai aspettati la morte di questo bravo addestratore, allievo del maestro svizzero Eugene Weidmann, grande addestratore "in guanti bianchi", purtroppo omonimo del criminale tedesco!

Anche Ettore si esibiva in guanti bianchi e non gli stavano male per nulla. Era bravo, elegante, 'pulito', preciso: un signore in pista con i suoi felini.

Vede, Feltri, la vedrei bene, "in guanti bianchi", scrivere di circo, di Weidmann e di Ettore. Però, prima, dovrebbe conoscere questo mondo. Lei mi insegna che per fare il giornalista bisogna sapere cosa si commenta. 

L'egiziano Hamada Kouta, che lei cita, col nome parziale, un pò come dire l'italiano Mario, è stato ferito, non dilaniato. Sta bene, fortunatamente. Chi sceglie di lavorare con animali di 250/300 chili, con unghie e denti di tutto rispetto, sa cosa rischia.

E' una passione, prima di tutto, poi un lavoro. 

Vede, anche la mia gatta mi pianta le unghie proprio lì dove non dovrebbe. Ma è un gatto!

Un grande felino è un'altra cosa e può, purtroppo, fare anche una cosa simile, magari per gioco.

Non parliamo di ribellione agli esercizi imposti, per favore. Come fa a sapere che si tratta di ribellione o di una semplice 'pacca' data da un animale di questo genere?

Purtoppo, poi, il sangue, il suo odore, provoca tragedie di questo genere.

Vede, il "pubblico di beoti amanti del brivido", come lei definisce a modo suo il pubblico del circo, ama questo spettacolo.

Non c'era pubblico da Ettore. C'era sua moglie, che abbracciamo.

Vede, non può scrivere "Ecco perché è successo", perchè non può saperlo.

Ma anch'io, veda, non posso saperlo. Posso intuirlo, da appassionato e conoscente del mondo del circo. Non lo scrivo, però. 

Scrivo che mi dispiace tanto. E basta!

 

Flavio Michi         

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