Val Susa, prova a saltare la cascata: Artur muore per fare un video
La vittima è Artur Cacciolari: aveva 21 anni, era allievo della scuola circense. Avrebbe dovuto riprendere un salto da brividi sopra i 15 metri della cascata del torrente Messa
TORINO - Artur Cacciolari era tante cose. Un giovane artista circense, un eccezionale ginnasta, un ballerino funambolico e un atleta sempre alla ricerca di nuove sfide. Con la sfrontatezza dei suoi 21 anni si lanciava in evoluzioni ai limiti della fisica e continuava ad allenarsi e a studiare per perfezionare la sua tecnica. Mercoledì pomeriggio assieme all’amico Daniele, 24enne di Chivasso voleva girare un video alla Goja del Pis di Almese, ambientato in uno dei luoghi più belli della Valsusa. Daniele avrebbe dovuto riprendere un salto da brividi sopra i 15 metri della cascata del torrente Messa, ma la gita si è trasformata in tragedia. Erano le 18, 30 quando Artur ha provato a superare la cascata della Goja con un volo tra le rocce della conca, ma qualcosa è andato storto.
Trappola mortale
Il giovane performer brasiliano è precipitato ed è rimasto intrappolato nel rullo d’acqua proprio sotto la cascata, dove il getto arriva fortissimo e non lascia scampo. Il laghetto di Almese, che solitamente è una delle oasi più amate dagli escursionisti torinesi è diventato così una trappola mortale, forse anche per colpa delle forti piogge che hanno innalzato il livello dell’acqua. Sulla dinamica della caduta stanno indagando i carabinieri della compagnia di Rivoli. Non si sa se Artur sia morto battendo la testa oppure sia annegato nelle acque gelide del Messa.
Autopsia
La procura di Torino ha disposto l’autopsia e quando Daniele, ricoverato in stato di shock all’ospedale di Rivoli, sarà in grado di parlare chiarirà gli ultimi dubbi. È stato il 24enne a lanciare l’allarme chiamando il 112 e poi ha provato a salvarlo gettandosi in acqua, ma non è riuscito a raggiungerlo e per Artur c’è stato nulla da fare.
Ad Almese sono arrivati i vigili del fuoco di Almese e Avigliana insieme alle squadre speciali da Torino (i nuclei Sub e Saf), con il supporto del Soccorso Alpino di Bussoleno e l’elicottero del 118. La salma della vittima è stata trasportata in barella dalla Goja del Pis fino ad Almese a piedi dai tecnici del soccorso alpino, mentre Daniele — ritrovato in ipotermia — è stato trasportato d’urgenza a Rivoli con l’elisoccorso. La Goja del Pis è un luogo simbolo per gli escursionisti, accessibile soltanto a piedi, ma anche molto pericoloso. L’ultimo tratto del sentiero si percorre su una parte di pietre e rocce e sul sito del Comune di Almese viene spiegato che «è estremamente pericoloso tuffarsi dalla sommità dello strapiombo. Chi contravviene a queste indicazioni lo fa a proprio rischio e pericolo».
Canyon valsusino
La giornata di mercoledì, caratterizzata dalle forti piogge, non era certamente l’ideale per la visita: «Come tutte le zone torrentizie — spiegano sul sito internet — la Goja del Pis è un’area soggetta a improvvise inondazioni. Il fondo del lago che si forma sotto la cascata tende a riempirsi di detriti portati a valle durante le piene del Messa». Dal centro di Almese ci vuole circa un’ora per raggiungere il piccolo canyon valsusino. Dal 2013 la Goja è entrata a far parte del Geoparco delle Alpi Cozie e prima della tragedia di ieri non erano mai avvenuti incidenti simili. Artur era competitivo e voleva battere quel canyon semi-inaccessibile, ma forse ha scelto il giorno peggiore.
Nato in Brasile
Era nato in Brasile, ma aveva origini italiane ed era arrivato in Italia per studiare alla scuola del Cirko Vertigo di Grugliasco. Era bravo e apprezzato dai suoi colleghi ed era anche entrato a far parte della compagnia Sonics e girava l’Italia e l’Europa con i suoi spettacoli. Ha perso la sua ultima sfida, ma il suo sorriso e la sua bellezza resteranno per sempre.
di Massimo Massenzio e Fabio Tanzilli
da torino.corriere




