Tutte quelle sagre paesane perdute, quando c’erano l’albero della cuccagna, il circo Heros e i ponti di barche

19 Aprile 2023 - Notizie Italia -

Heros1

SACILE - Prima della brusca scomparsa, avvenuta per lo più negli anni 70, le sagre paesane erano indiscusso punto d'incontro e socializzazione in tutti i centri della provincia.

Ci si andava per trovarsi, ballare, mangiare, scalare o veder scalare l'albero della cuccagna. A Sacile se ne contavano parecchie, e forse per questo genere di divertimento luglio era il mese vissuto più intensamente. «Si cominciava la prima settimana del mese con la sagra di San Odorico. Non se ne abbiano a male gli abitanti del quartiere, ma quel santo non è nemmeno inserito nel calendario liturgico». Così ricorda Mirella Missinato, sorella minore dei gemelli fotografi, ma forse a quella mancanza nei confronti del Santo in realtà nel tempo si è poi provveduto. Ad oggi un San Odorico del Patriarcato di Aquileia, risalente a 700 anni fa, trova un suo posto nel calendario liturgico francescano. Certo, lo si ricorda nel freddo gennaio, il 14, e non nel più caldo luglio, ma c'è.

SAN LIBERALEA Sacile lo stesso mese estivo si chiudeva con la festa di San Daniele, alla chiesetta di Topaligo, ma di sicuro la sagra più frequentata era quella di San Liberale. Eloquenti, da questo punto di vista, le foto di Bepi Missinato che mostrano una vera e propria folla ai piedi della cupola. «Fino agli anni 70 c'erano anche altre manifestazioni o tradizioni che poi si sono perse», ricorda Mirella che cita il puntuale arrivo in Foro Boario del circo Heros (proprio con la "acca"): «Era della famiglia Togni, restavano a Sacile anche un mese intero». Certo, i canali Tv non erano ancora così numerosi e ricchi come capitò poi di avere dagli anni 80 e dunque ci si divertiva ancora parecchio con le meraviglie proposte dagli artisti girovaghi. «Il circo arrivava due volte l'anno, con il caldo di luglio e con il freddo di febbraio e del carnevale». Durante le sagre estive spesso si correvano anche gare ciclistiche importanti e molto seguite, mentre un posto di rilievo l'aveva anche la casetta delle angurie. Ai tempi c'erano quelle rotonde e di color verde scuro, italiane, che poi negli anni furono soppiantate dalle più ovali e rigate americane. «La sagra che chiudeva la stagione era quella di San Michele, a fine settembre, in concomitanza con la festa dei tre Arcangeli».

Heros2

SPARITENon tutte le sagre sacilesi furono recuperate dopo che per un periodo quasi tutte si spensero, praticamente dimenticate. Testimoniate dai ricordi di Mirella e dagli scatti del fratello Bepi ci sono anche la Fiera bovina e quella del vino. La prima era detta di Santa Croce, l'altra soccombette alla più fortunata sagra di Casarsa della Delizia. «Ad un certo punto perfino la banda sacilese andò a suonare alle cantine casarsesi e allora fu chiaro che la partita era persa», ricorda Mirella. Entrambe queste manifestazioni chiusero i battenti intorno alla metà degli anni 60.

(le foto di Bepi Missinato sono state gentilmente concesse dalla figlia Eloisa)

di Denis De Mauro

da ilgazzettino

Potrebbe interessarti anche

  • serena autieri rai1

    SERENA AUTIERI SI RIPRENDE RAI1: SERENISSIMA, FICTION E IL CIRCO DI MONTECARLO

    Published On: 17 Dicembre 2024
  • FB IMG 1733672974138

    ?????? ?? ????? ????? ???????? ???????? ? ???????

    Published On: 7 Dicembre 2024
  • FB IMG 1733586303627

    I 90 anni di nonna “Cita”

    Published On: 7 Dicembre 2024
  • IMG 20241115 WA0020

    l C.A.de.C. alle “Giornate di Studio sull’Arte Circense”

    Published On: 3 Dicembre 2024