TRECENTO NUOVI ARTISTI DI CIRCO IN PISTA A PESCHIERA BORROMEO
(Roberto Bianchin, Enrico Ferraresi, Francesco Mocellin e il modellino del Circo Full di Enrico)
Sei saggi alla scuola di circo di Paride Orfei
PESCHIERA BORROMEO (Milano) – Chi pensa che i saggi scolastici siano mortalmente noiosi (e generalmente è vero), non ha mai fatto un salto in questa simpatica cittadina di venticinquemila anime a sud di Milano, dove sorgono i due chapiteaux gialli e blu di una delle scuole di circo più prestigiose d’Italia: l’Accademia di Arti Circensi del Piccolo Circo dei Sogni di Paride Orfei, che il celebre addestratore di elefanti e di cavalli, figlio del grande Nando, fondò nel 2005 nell’intento di “trasmettere e insegnare i valori e le tecniche dello spettacolo dell’antica arte circense”.
I saggi di fine anno di questa scuola, sarà perché si tratta di circo, sono godibili, divertenti e scoppiettanti. Anche perché sono costruiti sapientemente come spettacoli veri e propri. Non a caso, oltre all’insegnamento, il Piccolo Circo dei Sogni realizza ogni anno molti spettacoli di propria produzione, portando agli occhi del pubblico artisti affermati a livello internazionale e allievi di spicco della propria Accademia in una fusione di stili classici e moderni, com’è accaduto ad esempio lo scorso carnevale con lo spettacolo “CircoTeatro Ambrosiano” andato in scena al Teatro Gerolamo di Milano. Merito di un insegnamento rigoroso, impartito da una équipe molto professionale guidata dalla direzione artistica di Snezhinka Nedeva, nota acrobata aerea, in cui figura anche il giovane Cristian Orfei, figlio di Paride, talentuoso acrobata anch’egli.
Stavolta i saggi di fine anno sono stati addirittura sei, lungo tutto il mese di maggio, per permettere a trecento dei quattrocento allievi dai 4 anni in su che frequentano i corsi, di potersi esibire davanti a un pubblico appassionato e caloroso (non solo di parenti e amici), che ha affollato il più grande degli chapiteaux, un gioiellino da quattrocento posti perfettamente attrezzato. Noi abbiamo assistito allo spettacolo del 27 maggio insieme al Sindaco di Peschiera Borromeo, Stefania Accosa, a una leggenda del circo come Sandro Ravagnani, giornalista, autore, produttore, e al Presidente del Club “Amici del Circo” (Cadec), l’avvocato Francesco Mocellin, che è anche membro dell’European Circus Association (Eca), e che ha parlato dell’importanza delle scuole di circo nel tenere alta la tradizione e la cultura delle arti circensi.
In pista, annunciati da un Monsieur Loyal d’eccezione, come lo stesso Paride Orfei, che tra un numero e l’altro ha distribuito pillole sagge di storia circense, l’onore di aprire lo spettacolo è toccato ai più piccoli acrobati: Giacomo De Angeli, Samuele Amato, Ludovica Febbraro, Ginevra Trussardi, Elisa Bassi. Sono seguiti, alla corda parel: Micol Artusi, Martina Spinelli, Sofia Pedone. Ai piattini: Camilla Spinelli, Rebecca Cucchi, Alessandro Lubinu, Noemi Codispoti. Al trapezio: Miriam Perret, Dafne Lubinu, Marta Cumbo, Cecilia Boasso, Sara Boscolo. All’hula-hoop: Alma e Diana Scaramucci, Camilla Bertola, Valeria Ghiringhelli. Ai globi: Giulia Buonriposi, Giulia Cavallaro, Viola Cerelli, Lorenzo De Sanctis.
Poi si è cominciato a fare sul serio, con le cinghie aeree di Martina Cavallaro, Chiara Bergamaschi, Giorgia De Angeli; con il doppio trapezio di Josephina Rodriguez e Giulia Mafodda; il filo di Athena Finotto, Aurora Gobbi, Greta Cherubin; i tessuti di Gea Costantino, Sofia Fragni, Benedetta Somaini; l’acrobatica di Viola Mallamace, Cora Martinelli, Ginevra e Leo Besozzi, Virginia Rocca, Greta Failla. Gran finale con i numeri di tre artisti di livello avanzato (e già in pista al Teatro Gerolamo), come il raffinato cerchio aereo di Matilde Rosti, l’elegante contorsione di Angelica Caforio, il vigore esplosivo di Simone D’Agostino alle cinghie aeree.
Nell’insieme, una serata festosa, tra salamelle e pop corn, con un plauso per l’organizzazione a Pinuccia e Tiziana, preziosi angeli custodi del circo dei sogni e dei sogni del circo, sotto l’occhio vigile e attento di un “monumento” del circo italiano come Anita Gambarutti Orfei, madre di Paride e moglie di Nando, che fu splendida acrobata, giocoliera e cavallerizza, e che continua a tenere alta la tradizione, la storia e la cultura del circo. Vedere in pista, come in questa occasione, trecento nuovi, giovani artisti, allarga il cuore. Significa che il circo è ancora capace di regalarsi un futuro.
di Roberto Bianchin






