The Bells, 1971 Le Campanelle
Il cartellone colorato che cade a brandelli dal muro, come pelle morta che si stacca, può non ricordare niente agli altri bambini, indifferenti, ma la poetessa, Anne Sexton (1928-1974) ricorda e lo rammenta al padre.
Dapprima arrivano i suoni: il battere delle possenti zampe dei pacifici elefanti, il ruggire quasi umano di vecchissimi leoni, quei leoni stanchi e rassegnati sempre presenti nei piccoli circhi, e poi le campanelle richiamano l’attenzione alla prova dell’uomo volante.
E allora Sexton si rivede, bambina, ridente, osservare lo spettacolo dall’alto sulle spalle del padre, tolta alla confusione delle gambe della folla che la faceva sentire piccola. Ma, comunque, quella bimba non aveva paura, e anche i cerchi pericolosi delle acrobazie non spaventavano perché il padre era pronto a spiegare, a tranquillizzare. I cerchi acrobatici dello spettacolo si trasformano in cerchi d’amore che proteggono la piccola, nell’inizio di un sentire all’unisono tra padre e figlia, nel battere insieme del loro respiro rivolto all’insù a osservare l’uomo volante offrire, senza alcun timore, il petto all’aria del cielo circoscritto dal tendone del circo. Nel ricordo i sensi si mescolano: la musica ha un colore che resterà per sempre, come per sempre la bimba sentirà di possedere le campanelle di quell’emozione che era tanto del padre quanto sua.
Nell’atmosfera apparentemente felice di un legame rafforzato tra figlia e padre, ci sono elementi di disturbo: i bambini che hanno dimenticato la gioia di un momento nel passato, il cartellone che si stacca come pelle malata, il pericolo nei cerchi delle acrobazie, il cielo prigioniero, la folla che attornia la piccola, gli animali decrepiti. Forse il circo non è solo la rappresentazione del divertimento, ma anche quella di un microcosmo caotico, preoccupante e temporaneo, una felicità illusoria che non ci ripara da un pervasivo sentore di perdita. In un’altra poesia, Sexton usa lo stesso richiamo delle campanelle per descrivere un periodo in ospedale psichiatrico, in una giornata dove, insieme ad altre pazze signore, è obbligata a suonare le campanelle come diversivo alla follia.
Today the circus poster
Oggi il cartellone del circo
is scabbing off the concrete wall
si scrosta dal muro di cemento
and the children have forgotten
e i bambini hanno dimenticato
if they knew at all.
se mai l’hanno saputo.
Father, do you remember?
Padre, ti ricordi?
Only the sound remains,
Resta solo il suono,
the distant thump of the good elephants,
il rumore sordo distante dei buoni elefanti,
the voice of the ancient lions
la voce di leoni vetusti
and how the bells
e come le campanelle
trembled for the flying man.
vibravano per l’uomo volante.
I, laughing,
Io, ridendo,
lifted to your high shoulder
portata in alto sulla tua spalla
or small at the rough legs of strangers,
o piccola tra le gambe ruvide di estranei,
was not afraid.
non avevo paura.
You held my hand
Mi tenevi la mano
and were instant to explain
ed eri pronto a spiegare
the three rings of danger.
i tre anelli del pericolo.
Oh see the naughty clown
Oh guarda il pagliaccio dispettoso
and the wild parade
e la parata animata
while love love
mentre amore amore
love grew rings around me.
amore stringeva anelli attorno a me.
This was the sound where it began;
questo era il suono dove cominciò;
our breath pounding up to see
il nostro respiro pulsava vedendo lassù
the flying man breast out
l’uomo volante a petto disteso
across the boarded sky
attraverso il cielo rinchiuso
and climb the air
e salire l’aria.
I remember the color of music
Ricordo il colore della musica
and how forever
e come per sempre
all the trembling bells of you
tutte le campanelle vibranti di te
were mine.
furono le mie.
di Ornella Gigli
da https://www.redacon.it/2024/03/24/ricordi-2/
24 Marzo 2024




