Ricorso contro la moratoria ai circhi con gli animali
Lucca, parla il presidente dei circensi Antonio Buccioniì: «Siamo sicuri che la delibera verrà annullata».
LUCCA. «Impugneremo la delibera al Tar, e vinceremo la vertenza come abbiamo vinto tutte quelle degli ultimi 25 anni». È un giudizio categorico quello espresso dal presidente dell'Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni, associazione di categoria che rappresenta e difende molte delle compagnie erranti che si esibiscono sul territorio nazionale. Raggiunto telefonicamente poche ore dopo la conclusione della conferenza stampa in cui il sindaco Tambellini ha esposto la cosidetta “delibera anti-circo”, pare non nutrire alcun dubbio sull'esito finale della vicenda: «Noi denunciamo con forza l'illegittimità di questo atto – continua Buccioni - che è stato deliberato in aperto spregio della legge dello stato. Il sindaco di Lucca, con questa azione arbitraria, ha dimostrato una profonda ignoranza della normativa vigente, e purtroppo ha condannato la cittadinanza del suo comune ad accollarsi le conseguenti spese giudiziari ed eventuali danni».
Parole che potrebbero sembrare velleitarie se, effettivamente, la storia giudiziaria anche recente non avesse sempre sancito la legittimità a norma di legge delle pretese dei circensi.
Molti sono i casi di amministrazioni locali che con vari espedienti più o meno espliciti hanno tentato di bandire dal proprio territorio le attività di circo con animali vivi: Livorno, Padova, Alessandria sono solo alcuni esempi recenti di amministrazioni che hanno visto vanificare la propria attività dall'intervento del Tar. Il problema è sempre il solito: una amministrazione locale non può vietare una attività riconosciuta, autorizzata e addirittura sovvenzionata a livello nazionale, e in mancanza di motivazioni straordinarie le mani dei sindaci sono legate. Ma anche se i precedenti non sembrano incoraggianti, la vicenda lucchese potrebbe essere peculiare rispetto alle altre, ponendo infatti l'accento non tanto sul maltrattamento degli animali quanto piuttosto sulla tutela della salute della cittadinanza. Pare più difendibile infatti in sede legale la motivazione alla base di questo provvedimento, cioé che sul piazzale Baroni non coesistano, pur in periodi differenti, attività alimentari che pratichino la vendita al pubblico e animali di grandi dimensioni con tutta la sporcizia che naturalmente comportano.
Solo il tempo potrà dare ragione all'una o all'altra parte, ma nel frattempo Buccioni non ha dubbi: «Finché migliaia di persone ci esprimeranno il loro affetto e la loro stima partecipando ai nostri spettacoli - conclude - noi andremo avanti». (a.g.)
da iltirreno



