Osimo, l’Ente nazionale circhi risponde alle polemiche

27 Marzo 2019 - Notizie Italia -

Circo Vescovara

Dopo le proteste dei residenti della Vescovara per l'arrivo del tendone, interviene Antonio Buccioni, presidente dell’Associazione che tutela le imprese del settore: «Ci scusiamo con i residenti e invitiamo l’amministrazione a rintracciare un’area che risponda alle esigenze dei circhi e che non gravi sugli abitanti»

OSIMO – Dopo le proteste dei residenti della Vescovara di Osimo per la presenza del circo, entra nel dibattito Antonio Buccioni, presidente dell’Ente nazionale circhi, associazione di categoria che tutela i diritti degli artisti circensi.

Era stata una residente a scrivere una lettera alla Prefettura e alla sede centrale della Protezione civile a Roma per informare che il circo si era insediato nel parcheggio antistante la struttura sportiva di via Coppi, individuato come “luogo di attesa” in caso di calamità naturali per l’intero quartiere della Vescovara, il più popoloso del Comune di Osimo. Le aree di attesa sono luoghi di primo ritrovo per la popolazione residente nelle aree a rischio raggiungibili attraverso un percorso sicuro segnalato. In tali zone la popolazione riceverà le prime informazioni sull’evento e i primi generi di conforto, in attesa di essere sistemata presso i centri di accoglienza. Per questo motivo, i residenti, hanno chiesto l’immediato smantellamento del circo.

«Spesso i Comuni sono sprovvisti di aree dedicate previste dalla legge e quelle che mettono a disposizione risultano inadeguate e non attrezzate. I circhi sono i primi a fare le spese di questa situazione che a volte si ripercuote pure sui cittadini ma le responsabilità sono anche nostre – dice il presidente Buccioni prima di lanciare la palla al Comune invitandolo a una soluzione -. Ciò che sta avvenendo a Osimo è motivo di dispiacere per la gente del circo e per l’associazione che in Italia rappresenta le imprese del settore. Ci scusiamo con i residenti e invitiamo l’amministrazione comunale a voler rintracciare un’area che risponda alle esigenze dei circhi e che non gravi sugli abitanti. Il Fondo unico dello spettacolo prevede anche contributi statali specifici per attrezzare aree finalizzare ad accogliere i circhi e lo spettacolo viaggiante. Ci auguriamo che il dibattito che si è aperto possa favorire, per il futuro, soluzioni adeguate».

Di Silvia Santini

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