MONTE-CARLO TRENT’ANNI DOPO…
Giovedì 21 gennaio avrebbe dovuto essere il giorno della “prima” del 45° “Festival International du Cirque de Monte-Carlo”, un’edizione che si preannunciava ricca di suggestioni, eventi, celebrazioni oltre che di tantissimo circo di alta qualità.
Invece, è stata una data quasi luttuosa per il mondo del Circo, la certificazione dell’azzeramento di un settore che, forse, più di qualsiasi altro ha patito le restrizioni in atto in Europa e in gran parte del mondo da quasi un anno.
Bisogna risalire esattamente a trent’ani fa, nel 1991, per ricordare l’ultima edizione annullata della più importante competizione dedicata al Circo che si sarebbe dovuta svolgere dal 31 gennaio al 4 febbraio di quell’anno. Ci si trovava, però, in un contesto radicalmente diverso: infatti, la cancellazione si fondava su ragioni di opportunità stante la crisi internazionale in atto a causa della guerra nel Golfo Persico culminata con l’operazione “Desert storm” lanciata il 17 gennaio.
Si trattava, in effetti, di un’altra epoca anche per quanto riguarda il Festival che durava allora solo cinque giorni, col galà per la consegna dei premi che si teneva il lunedì; i panni di Monsieur Loyal li vestiva Sergio; non esisteva il “Clown di Bronzo” - che sarebbe stato istituito solamente nel 2002 - e i giornalisti accreditati attendevano la domenica sera fuori dallo chapiteau che arrivasse il Principe Ranieri III insieme alla giuria per poter entrare e ascoltare dalla sua voce i nomi dei premiati: il tutto durava pochi minuti. La festa della domenica era riservata ad un numero ristretto di invitati e si teneva ancora sotto la tenda della Brasserie allestita dove adesso viene montata la scuderia degli elefanti. Il Fairmont Hotel si chiamava ancora Loews, la stazione ferroviaria del Principato era ancora strutturata in modo tradizionale e nei pressi sorgeva l’Hotel Terminus preferito da molti appassionati circofili mentre gli Hotel Columbus e Marriott avevano ancora la denominazione rispettivamente di Abela e Ramada. La conference de presse aveva luogo in un container collocato in prossimità dello chapiteau e a condurla c’era – allora come oggi – il leggendario Dr. Frère. Il periodo del fiorire di galà, kermesse e festival in ogni dove era di là da venire.
Molte cose sono cambiate da allora ma il Festival di Monte-Carlo ha mantenuto inalterata la sua centralità nella variegata galassia circense, ha conservato la capacità di costituire il punto di riferimento per chiunque faccia Circo o di questo si occupi in qualche modo.
Ecco perché, in una congiuntura così cupa ed incerta come questa, il “festival dei festival” ci manca ancora di più e contiamo i giorni che ci separano dalla prossima edizione che sarà certamente ancora più sfavillante e grandiosa.
Francesco Mocellin
Foto allegata: la comunicazione ufficiale dell’annullamento del Festival di Monte-Carlo del 1991 proveniente dal Centre de Presse allora diretto da Jaqueline Berti.




