FLAVIA, la donna cannone
di Vittorio Marini
Era Flavia Piastrelli, zingara di origine spagnola, dalle forme abbondantemente “giunoniche”: due metri di altezza e duecento chili di peso (si dice che portasse un metro e cinquanta di coscia). Era sposata con Pietro Fiori, originario di Piacenza e avevano due figlie. Alla fine dell’800 avevano attraversato Spagna, Francia e Austria, esibendosi nei teatri e nelle fiere: la moglie come “donna Cannone”, Pietro come prestigiatore. Poi erano passati in Italia e avevano montato un piccolo “parapioggia” sotto il quale si esibiva tutta la famiglia.
Lo spettacolo era imperniato sul numero di Flavia, autentico fenomeno internazionale, la quale mangiava un piatto di spaghetti posato sui seni che fungevano da tavolino e piegava con facilità irrisoria barre di ferro col solo uso delle dita. Pietro, direttore ed imbonitore, si esibiva in numeri di prestidigitazione e le figlie eseguivano volteggi a cavallo.
Nel 1873 a Pistoia, per la Fiera di San Jacopo (protettore dei ladri come gli abitanti della città, con ironia tutta toscana, chiamano il loro santo patrono), ad uno spettacolo del Circo Fiori era presente Romano Mannucci, terzo dei sedici figli del proprietario di una cartiera della zona: aveva vent’anni e in testa tanta voglia di avventura. Si innamora di Rosa una delle figlie di Pietro e Flavia e chiede di far parte della compagnia come stalliere. Qualche mese dopo Rosa e Romano si sposano e Romano entra ufficialmente a far parte della gente “del viaggio”.
Tutti questi ricordi sono di Adriano Mannucci nipote di Rosa e Romano e figlio di Angelo Mannucci sesto dei dieci figli di Rosa e Romano che così commentava: “Mio padre Angelo è stato per me un maestro di vita che non si stancava mai di darmi questi consigli – Se vuoi durare in questo lavoro devi usare il cervello, aguzzare lo spirito di osservazione, avere fiducia in te stesso, trattenere rapporti solidali e corretti con i colleghi e soprattutto far tesoro di ogni esperienza. Nel mondo dello spettacolo viaggiante si devono affrontare ogni giorno situazioni e realtà nuove e superare disagi e difficoltà di ogni genere, che non hanno eguali in nessun altro lavoro – Sovente penso, con riconoscenza, a mio padre: il “viaggio”, per me, è stato veramente una grande scuola.”
Tutti consigli validi ancora oggi…………….oggi più che mai.



