ENIS TOGNI: “Americano………e non solo”

12 Gennaio 2025 - Memorie circensi -

americano3Era l’inizio degli anni settanta e mi trovavo a Milano, sul tram che mi portava alla stazione di Porta Garibaldi, dall’Università di matematica alla quale mi ero iscritto dopo le superiori. Passando dalle “Varesine”, abituale piazza milanese per i circhi, tutti i giorni vedevo il Circo Nacional de Mexico; non mi fermai mai, convinto che, dopo Milano, facesse tappa anche a Novara, come erano soliti fare, a quei tempi, tutti i circhi dopo le piazze di Milano o Torino. Ma a Novara il circo de Mexico non arrivò mai.

E qualche anno dopo incontrai Enis Togni, intento a controllare il montaggio del suo Circo Americano nella mia città; lo salutai, ci fermammo a chiacchierare, gli chiesi se avesse ancora un programma del “Mexico” e lui, come sempre molto gentilmente, mi portò in ufficio e me ne diede una copia, staccandola da un contenitore dove teneva il suo archivio (cosa che oggi, purtroppo, la maggior parte dei circensi non hanno l’abitudine di fare).

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I giovani oggi non sanno o non ricordano cosa Enis Togni ci fece gustare in quegli anni: Circo Heros il primo in Italia a tre piste, il Circo di Berlino, il fantastico Gran Circo de Madrid-Fiesta 67. E poi, negli anni settanta il Circo Nacional de Mexico, il Circo di Mosca e il Circo Billy Smart, “il circo inglese che tutti gli anni vedete in televisione” (così erano sottotitolati i manifesti). Infatti il pomeriggio di Natale, la televisione italiana trasmise da Londra, per tanti anni, lo spettacolo natalizio del Billy Smart.

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E poi ancora le edizioni dell’American Circus con le sue fantastiche parate: nel 1968/69 la “Christophorus Columbus Parade”, nel 1972/73 “Dalla conquista del West allo spazio” e la favola di Biancaneve e i sette nani. Nel 1976 “2000 anni di storia del circo, dalla Roma imperiale al circo del 2000” con la corsa delle bighe.

Enis Togni non era solo un imprenditore “super”, ma un uomo con carattere e animo buono. Ricordo sempre quello che disse in una lunga intervista, a firma di Alessandro Serena, su CIRCO del febbraio 2005.

“La nostra famiglia non ha l’esigenza di lavorare. Per fortuna il successo degli anni passati ci permette di guardare al futuro con una certa serenità. Allora una delle ragioni per cui continuiamo a portare in giro il nostro complesso, forse la più importante, è proprio che i nostri figli e nipoti possano fare circo. Non tanto, o non solo, perché si tratta di un lavoro che amiamo, ma perché è un tipo di vita che ti porta a tenere in conto certi valori che altrove vengono sempre più trascurati: il sacrificio, la disciplina, la costanza, ma anche il senso della famiglia e la bontà d’animo. Ecco, ci piacerebbe che i nostri bambini, potessero crescere tenendo in gran conto questi valori. Sarebbe la più bella ricompensa per il lavoro di una vita intera.”

A tutti voi le considerazioni finali!

Vittorio Marini

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