1972 – FEBO CONTI E IL CIRCO ATHOS
Febo Conti era un attore-presentatore della televisione italiana che conduceva, negli anni 60/70, la “TV dei ragazzi”, in onda tutte le settimane su RAI 1. “Il Circolo dei Castori” “Chissà chi lo sa” e “Circo 10” erano solo alcune delle sue creazioni trasmesse. Per quest’ultima fu ricostruito in studio l’ambiente del circo, sulla cui pista si esibirono tanti artisti circensi. Furono dieci puntate, ognuna con un tema diverso, dagli addestratori ai trapezisti, dagli acrobati ai clown. Qualche nome: I Merzari e i Macaggi, il giocoliere Luciano Bello, l’antipodista Helmut Rosiny e la trapezista Fernanda Perris. Si esibirono anche cavalli (forse Ferdinando Togni) ed elefanti “scaricati” negli studi televisivi.Febo Conti era un grande appassionato dell’arte circense e all’inizio degli anni settanta, incomincia a visitare con la moglie, anche lei del mondo dello spettacolo, tanti circhi in giro per l’Italia.
“Per un anno – dichiarò in un’intervista dell’epoca – non ho fatto altro che visitare circhi con mia moglie Italia. Lei è stata una donna di spettacolo e ha l’occhio buono per scoprire il talento. Dovevo trovare il circo buono per fare il grande passo. Così una sera, in un paese della Calabria, incrociammo il Circo Athos. Athos è un domatore che porta addosso tutta la durezza e il fascino della vita del circo. Mezz’ora dopo la fine dello spettacolo, mi aveva convinto: la firma del contratto e il programma per il 1972. Sui manifesti ci sarebbe stato scritto: “Athos presenta il Circo di Febo Conti”.
Il numero di Febo Conti arriva alla fine della prima parte dello spettacolo. Dopo un duetto con l’elefantessa Sabec che sa fare addizioni e sottrazioni, Conti suona una piccola armonica, prima con la bocca e poi con il naso. S’infila lo strumentino in una narice e attacca un motivetto western e poi un breve quiz con i concorrenti scelti fra il pubblico. Alla fine il pezzo forte. Illuminato da un “occhio di bue”, Febo recita la preghiera del circo scritta da lui, mentre l’orchestra suona un brano da “Luci della ribalta” di Charlie Chaplin.“Ascolta o Signore la nostra preghiera che anche questa notte sale verso il Tuo cielo. Proteggi le carovane che sono le nostre case, tieni lontano il fuoco e l’uragano dalle nostre strade e fai che le stelle brillino sopra il nostro tendone. E quando siamo sospesi nel vuoto, allontana la paura dai nostri cuori e fai che le forze non ci abbandonino quando dalla forza di uno di noi dipende la vita di molti. Fai che il coraggio di noi tutti sappia strappare un sorriso a chi ci è vicino e che questo sorriso resti nel nostro cuore a ricompensa del nostro lavoro. Fai o Signore che i nostri figli amino il nostro mestiere e fai che anche loro volgano gli occhi oltre le stelle e innalzino ogni sera a Te questa preghiera. Fai o Signore che sia così.” “Ogni sera – dice commosso il vecchio Athos – mentre Febo chiede al Cielo di proteggere uomini, animali e cose, noi della carovana ci sentiamo più buoni. C’è un momento di magone per tutti. Poi nell’intervallo, si siede in mezzo al pubblico e per ogni bambino ha una parola affettuosa. Sapete come si chiama il mio ultimo figlio che Conti ha tenuto a battesimo in pista?……Davide Febo.”





