Loredana Nones, morta la manager del circo: la cognata di Moira Orfei dei tour impossibili. «La mia vita, uno spettacolo»
Aveva 82 anni: ex acrobata assieme ai fratelli nel Trio Nones, da organizzatrice riempì tendoni in tutta Europa. Il rapporto con Strehler e Gassman, lo spettacolo dell'Armata Rossa in Vaticano. "Era determinata e sorridente"
«La mia vita è stata uno spettacolo» è l'epigrafe scelta da Loredana Nones, una delle figure più importanti del circo italiano del secondo dopoguerra, prima di morire, domenica 21 aprile, all’età di 82 anni. «Ha sempre organizzato tutto, dalle grandi tournée fino al suo funerale – racconta commossa Electra, 45 anni, terza figlia dopo Tiziana e Alessandro -. Dopo esser stata operata per un tumore al pancreas, a fine 2020, aveva già deciso tutto: cremazione, epigrafe e addirittura come avrebbe voluto esser vestita nel suo ultimo viaggio». Diventata celebre al fianco dei fratelli Walter e Guglielmo, noti col nome “Trio Nones”, discende dai Medini, una delle famiglie più numerose del circo italiano.
Il sangue circense nelle vene di una dinastia
«Mio nonno Giuseppe Nones era un ginnasta e aveva conosciuto mia nonna Adele Medini al circo – ricorda il figlio Alessandro –. Decisero di fermarsi a Trento e di cambiare vita, perché avrebbero voluto dare ai figli un futuro meno faticoso, ma di fronte a un numero da acrobata compiuto da Walter durante il saggio di fine anno scolastico dai Salesiani, capirono che anche nelle loro vene scorreva sangue circense e ripartirono». Il Trio Nones macina spettacoli da tutto esaurito, viene invitato nei più importanti circhi dell'epoca, tra i quali Togni e Palmiri, e in importanti spettacoli di varietà e di rivista, dividendo il palcoscenico con personaggi del calibro di Wanda Osiris, Renato Carosone, Renato Rascel, Gino Bramieri. «Vengono invitati addirittura da Vittorio Gassman nello spettacolo “Il Mattatore”, girato nel tendone di Orlando Orfei – continua -. Ed è proprio lì che zio Walter conosce e s'innamora di Moira Orfei. Nello stesso periodo mia madre conosce Giorgio Serena, un musicista di Livorno, con cui si sposa». Dal loro amore nascono Tiziana e Alessandro, attualmente impegnati con la compagnia di circo-teatro Mosaico Errante.
Andavano a trovarla Strehler e Fellini
«Walter si dedica completamente al nuovo progetto teatrale incentrato su Moira: il Circo di Moira Orfei – precisa – e chiede a sua sorella Loredana di lasciare le luci della ribalta per affidarle il ruolo di organizzatrice di un progetto che avrebbe fatto la storia, “Il Circo sul Ghiaccio” che mia madre porta in tutta Europa, montando tendoni da 3.500 posti, al seguito di una gruppo di circa duecento persone di nazionalità, cultura e religioni differenti. Una responsabilità incredibile, nonché un caso più unico che raro per una donna a inizio anni Settanta. E in ogni città di approdo ha la stessa disinvoltura nel relazionarsi con le persone, sia che fosse il sindaco, l'assessore, Giorgio Strehler che andava a salutarla o Federico Fellini, sia che si trattasse del guardiano notturno, di chi portava il fieno agli animali, del barbiere o del pizzaiolo del quartiere».
Le tournée «impossibili»
Non sono certo le uniche occasioni in cui Loredana Nones mostra la sua forte personalità condita da empatia e dedizione al lavoro. «Dopo la fine del suo matrimonio con Giorgio Serena, si lega a Siegfried Preisner, responsabile tecnico del circo, da cui avrà Electra – precisa –. Negli stessi anni arriva l’incarico del leggendario “Holiday on Ice” per l’Italia, la Spagna e la Yugoslavia e partono le tournée del Circo di Mosca e del Circo Cinese. Tra le missioni impossibili che riesce a realizzare, c'è lo spettacolo dell’Armata Rossa, nell’87 in Vaticano, di fronte a Papa Giovanni Paolo II. Uno spettacolo del disgelo, che bisognerebbe replicare anche al giorno d’oggi».
Il pugno e il sorriso
Negli Anni Novanta, si apre un nuovo capitolo: è nominata responsabile tecnico prima del Palatrussardi di Milano e poi del Palafenice a Venezia, un evento che la induce ad abbandonare la vita nel carrozzone e a stabilirsi definitamente a San Donà di Piave. «Ricordo che mia madre aveva delle vetrinette nel caravan, piene di Swarovski – sorride Electra -. Mia sorella e io avevamo il compito di arrotolarle tutte nel tessuto-non tessuto prima di partire per un viaggio e di tirarle fuori appena giunti a destinazione». Piccoli frammenti di un puzzle che hanno l’ambizione di diventare ricordo. «Per lei lamentarsi non serviva, bisognava solo rimboccarsi le maniche e lavorare – rivanga nella memoria Tiziana -. Anche dopo un errore, poco male, diceva che l'importante era aver voglia di lavorare, perché tutto si sarebbe risolto». La chat creata dai tre fratelli per comunicare con il resto della famiglia s'intitola, non a caso, “il pugno e il sorriso”, «perché lei era così: forte e determinata, ma sempre sorridente» s'interrompe Electra.
"Thank you forever"
«Uno spirito organizzativo che veniva fuori anche quando la memoria le faceva lo sgambetto: ogni tanto mi diceva che c'erano da ordinare degli scarpini per qualche acrobata o che servivano corde. L'ha fatto per tutta la vita e, nella sua testa, ha sempre continuato a farlo. Circa un annetto fa aveva stampato dei fogli con scritto “thank you forever” firmati “mamma” che ora stiamo trovando man mano che apriamo gli armadi e i cassetti» conclude la figlia maggiore, con la voce rotta dall'emozione. Le condizioni di Loredana Nones sono peggiorate negli ultimi giorni, al punto da ricoverarla all'ospedale di San Donà di Piave dove si è spenta il 21 aprile. I funerali si terranno martedì 23 aprile, alle ore 15, alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a San Donà di Piave.
di Marianna Peluso
23 aprile 2024




