Il ricordo di Enis Togni di Ettore Paladino
Pochi mesi fa avevo salutato Walter Nones come uno degli ultimi che avevano reso grande il circo italiano negli anni '60 e '70. Adesso se ne è andato un altro di questi uomini di circo: Enis Togni.
La parola "grande" è quella che subito viene in mente pensando al sig Enis. Grande, come il suo circo che aveva anticipato quella che sarebbe stata la tendenza al kolossal di alcuni anni dopo. Il suo circo Americano quando venne a Messina dovette sempre montare in piazze particolari, perché quelle solite non erano abbastanza spaziose per ospitare il grande chapiteau,le scuderie, tutti i camion e le carovane. Restammo impressionati da quell'allestimento così imponente di luci e di mezzi. E mai nome fu più azzeccato. Per noi allora spettatori comuni era normale pensare che quel circo venisse davvero dall' America. Pochi anni dopo io e la mia famiglia ci trovammo a Milano durante la permanenza del circo di Mosca, il primo, portato in tourné dal sig Enis.
Andammo a vederlo, e all'uscita discutevamo se fosse più imponente l'allestimento di questo circo o del circo Americano. Non sapevamo che dietro c'era la stessa impresa, la stessa famiglia, lo stesso Direttore. Ma oltre l'allestimento imponente dei circhi, ricordiamo anche e soprattutto i grandi spettacoli che vi si presentavano. E vorrei salutare il sig. Enis con due immagini proprio di quello spettacolo del circo di Mosca del 1969, la grande domatrice Nazarowa. Grazie ancora per averci dato la possibilità di vedere tanti numeri e tanti artisti indimenticabili.
Ettore Paladino
(le foto sono tratte da 'Oggi', da un servizio del 1969)

